Festival di Caterina Sforza. Morgagni (Forlì e Co.): “Zibaldone di argomenti e accostamenti”

0
164

(Sesto Potere) – Forlì – 7 settembre 2020 – Prime reazioni alla presentazione dei contenuti del programma del Festival culturale che andrà in scena nel nome di Caterina Sforza. Federico Morgagni, capogruppo “Forlì e Co.” (nella foto in alto) prende di mira l’amministrazione comunale che ha promosso l’evento: “Nell’ultimo anno e mezzo, purtroppo, la nuova maggioranza di governo di Forlì è salita spesso alla ribalta delle cronache per dichiarazioni dal sapore revisionista poi frettolosamente smentite di fronte alla reazione dei cittadini. L’ultima sbandata, in ordine di tempo, la leggiamo sulla locandina di presentazione del Festival “Caterina di Forlì-Accento di Libertà”: Corbari come il Duce. Iris Versari insieme a Claretta Petacci…”.

Calderoni e Morgagni

“A prescindere dallo zibaldone di argomenti e accostamenti che contrassegna l’intera iniziativa, dalla immotivata forzatura con cui si è voluto legare la figura di Caterina Sforza al tema della libertà, un concetto che nell’accezione moderna compare solo secoli dopo e in ogni caso che si fa fatica ad associare ad una autocrate rinascimentale, dai parallelismi storicamente assurdi fra il Regime fascista, che per oltre venti anni cancellò dal nostro Paese le libertà civili e democratiche, e il brigatista Senzani, un criminale che ha operato per sovvertire lo Stato democratico senza tuttavia riuscire a scardinare la forza delle sue istituzioni e la resistenza civile dei cittadini, a prescindere da tutto questo, la cosa che non può essere in alcun modo sottaciuta e accettata è il paragone che accomuna Silvio Corbari e Iris Versari a Benito Mussolini e Claretta Petacci e che, appunto, si legge nella locandina promozionale dell’evento.”: commenta Federico Morgagni (nella foto qui a lato con il collega Calderoni).

Per gli smemorati del Comune: Silvio Corbari e Iris Versari combattevano per la libertà e, dopo essere stati trucidati, i loro corpi sono stati esposti nella nostra piazza per esplicita decisione dei vertici nazisti e fascisti allo scopo di terrorizzare la popolazione, in un mostruoso “rito di morte” e di abietto disprezzo per la dignità della persona umana che purtroppo avvenne in tante altre città d’Italia e d’Europa e che, negli stessi giorni dell’agosto ’44, vide l’esposizione a piazzale Loreto (lo stesso in cui poi sarà esposto Mussolini) dei cadaveri di 15 partigiani. Benito Mussolini, viceversa, è stato il feroce dittatore che ha tolto la libertà al nostro Paese, che ha ordinato torture, omicidi e violenze di ogni genere e il cui Governo porta la responsabilità delle Leggi Razziali e dell’entrata in guerra. L’esposizione del suo corpo, insieme a quello di Claretta Petacci, non fu il frutto della volontà del nuovo Stato democratico ma il prodotto dell’esplosione della furia popolare, che è comune nei momenti di caos storico e che del resto la ferocia del fascismo, il collaborazionismo, la violenza, le deportazioni, le rappresaglie contribuirono ad esacerbare. No. Questo paragone non è accettabile. E, per inciso, Iris Versari non era “la compagna di Corbari”, ma una partigiana che ha scelto consapevolmente e coscientemente di mettere a rischio la sua giovane vita per consegnarci quella democrazia e libertà di cui dovremmo fare un uso migliore”: conclude il , capogruppo “Forlì e Co.”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here