(Sesto Potere) – Forlì – 17 maggio 2022 – “La polemica interna alla maggioranza in merito al patrocinio concesso alla “Festa delle famiglie arcobaleno” ha raggiunto negli ultimi giorni connotati sconcertanti. Da una parte abbiamo un Assessore (Melandri, ndr) che dichiara di “aver concesso un patrocinio ad una iniziativa che non condivide”, dall’altra i suoi colleghi di Giunta (Cintorino e Mezzacapo, ndr) che, dopo aver partecipato alla riunione in cui si è deciso il patrocinio, escono sui giornali per “dissociarsi dalla decisione”. In mezzo un Sindaco silente (Zattini, ndr), come se la questione non lo riguardasse, e sei consiglieri di maggioranza (i gruppi FdI e Centrodestra per Forlì, ndr) che hanno depositato una mozione di sfiducia contro il loro Assessore. Ad essere andato clamorosamente in pezzi è il disperato tentativo della Giunta Zattini di mantenersi in una confortevole ambiguità sul tema dei diritti civili, comportamento già manifestatosi qualche mese fa con la surreale vicenda dei fondi regionali ottenuti dall’Assessorato alle Pari opportunità per progetti contro le discriminazioni per orientamento sessuale, progetti che però l’Assessora competente dichiarava di non condividere, sebbene li avesse appena presentati”: questo osserva in una nota Federico Morgagni, capogruppo “Forlì e Co.”.

“Priva del coraggio necessario per sfidare l’impopolarità che deriverebbe da scelte coerenti con le posizioni ideologiche e radicali della propria maggioranza, e della volontà politica di schierare il Comune davvero al fianco di chi lotta le discriminazioni, così come invece chiedono tantissimi forlivesi, l’Amministrazione si è sforzata di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, in un gioco degli equivoci fatto di improbabili equilibrismi. Ma i diritti civili non sono un terreno per le ambiguità. Nel caso in specie, è evidente che l’atto formale di concedere il patrocinio non si può separare dalla sostanza di essere al fianco di quelle famiglie nella lotta per una società pluralista ed inclusiva, né può essere presentato come una sorta di graziosa concessione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Forlì, ma discende invece dai principi di rispetto per i diritti di ogni persona e di tutela dell’uguaglianza e delle pari opportunità fra tutti i cittadini sanciti dalla nostra Costituzione e proprio oggi definiti “inderogabili” dal Presidente della Repubblica Mattarella“: aggiunge ancora il capogruppo di “Forlì e Co.”, Morgagni.

“Sono questi stessi principi, del resto, che impongono a chi amministra le istituzioni un impegno costante per promuovere una cultura fondata sui valori dell’inclusione, della parità e del rispetto per ogni persona, combattendo ogni discriminazione per razza, genere o orientamento sessuale. E’ a causa di questa incoerenza di fondo che è bastata una semplice (e persino scontata) richiesta di patrocinio per un evento che già godeva del sostegno della Regione, dell’Università di Bologna e di decine di associazioni ed enti locali del territorio per far venire al pettine gli escamotage e le astuzie di corto respiro dell’Amministrazione. A questo punto tocca al Sindaco di Forlì Zattini uscire dall’ambiguità e fare chiarezza di fronte ai cittadini, precisando pubblicamente in quale tipo di società si riconosce la sua Amministrazione, se aperta e pluralista oppure oscurantista e discriminatoria. E sempre il Sindaco dovrà sciogliere l’enorme nodo politico venuto alla luce con questa vicenda, e cioè se questa maggioranza, squassata dagli scontri intestini, dalle divisioni e dalle accuse incrociate, sia ancora in grado di governare la città”: conclude la nota di Federico Morgagni.