Ferrara, università ricostruisce sembianze di bimbo italico di 600mila anni fa

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(Sesto Potere) – Ferrara – 17 febbraio 2020 – È vissuto 600mila anni fa nei pressi di Isernia, in Molise, il bambino di circa cinque anni di cui sarà possibile ammirare le sembianze tra qualche settimana. Merito del team di archeologi guidato dal professor Carlo Peretto dell’Università di Ferrara, che ne ha reperito i resti nel complesso archeologico de La Pineta (località S. Spirito – Isernia) e ha raccolto dati utili per la ricostruzione scientifica in 3D.

Il team Unife al lavoro nel complesso archeologico di Isernia La Pineta (Molise)

«Tutto è nato dal ritrovamento di un dente da latte, un incisivo superiore di otto millimetri circa, riconducibile a un bambino di cinque anni vissuto oltre 600mila anni fa e appartenente alla specie dell’homo heidelbergensis, europeo precedente l’uomo di neanderthal. Il procedimento che ne è seguito, si è basato quindi su calcoli precisi di ordine morfologico, metrico e statistico, eseguiti sui crani ritrovati sia di bambini che di adulti risalenti ai neanderthal e all’uomo moderno. Con proiezioni morfologiche accurate, siamo riusciti a realizzare una buona approssimazione di quello che era il proprietario del dente ritrovato, tale da poterne realizzare una ricostruzione e stampa tridimensionale» spiega il professor Peretto.

Per realizzare l’opera è stata ingaggiata Elisabeth Dayne’s, paleo-artista francese che ha già riprodotto il busto di Tutankhamon, l’australopiteco Lucy e l’hobbit Flores.

«L’artista francese si occuperà di realizzare sulla base della nostra progettazione il corpo e il volto del bambino, ricorrendo a materiali specifici e malleabili che renderanno il modello il più realistico possibile anche al tatto» continua Carlo Peretto.

L’opera verrà esposta i primi di marzo al museo ‘la Pineta’ di Isernia, ma non è esclusa la possibilità di una trasferta ferrarese in futuro.

«Il bambino verrà esposto in un ambiente realistico che riproporrà fedelmente l’habitat in cui 600mila anni fa l’homo heidelbergensis viveva, accompagnato da una bacheca interattiva con tutte le informazioni relative al bambino. Ad esempio? Che al contrario del nomadismo a cui pensiamo spesso parlando dei nostri antenati, gli studi sul dente ci ha permesso di capire le abitudini anche alimentari di questa specie, risultato ben più sedentaria di quanto crediamo» aggiunge Peretto.

Entro l’anno, partendo dai ritrovamenti archeologici nel sito molisano, altre specie animale verranno ricostruite in 3D grazie alla collaborazione fra l’Università di Ferrara e il Polo Museale del Molise. L’allestimento nel museo ‘La Pineta’ sarà arricchito dalla ricostruzione a grandezza naturale del megacero, un cervo grande tre volte quello moderno, il rinoceronteil bisonte e l’orso.


Infine, con un concorso nazionale tra le scolaresche di tutta Italia si definirà il nome del bambino preistorico di Isernia: «Un’iniziativa che fa piacere, perché aiuta a far comprendere l’importanza della dimensione temporale di cui tenere sempre conto e di come il tempo cambi le specie», conclude il professor Carlo Peretto.

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