(Sesto Potere) – Ferrara – 7 luglio 2021 – Il Tribunale civile di Ferrara, oggi, mercoledì 7 luglio, ha dichiarato illegittimo il nuovo  regolamento sull’assegnazione degli case popolari che l’amministrazione dice centrodestra aveva varato nel marzo del 2020. I magistrati hanno chiesto di cancellare il criterio della residenzialità storica e la certificazione di non possedere altri immobili che era stata richiesta agli stranieri che presentavano domanda di alloggio.

Il sindaco leghista della città estense Alan Fabbri, risponde con un commento sulla sua pagina Fb: “Quando due anni fa mi avete dato fiducia vi ho fatto una promessa: combatterò senza esitazioni per questa città e per i ferraresi. Io credo di aver mantenuto quella parola. Sono abituato agli attacchi perchè molto spesso sono stato un pioniere della politica, soprattutto sul tema delle case popolari, quando già a Bondeno applicavo il principio della residenzialità storica e quando, alla guida del gruppo Lega in Regione, riuscivamo a far introdurre il requisito minimo dei 3 anni di residenza su tutto il territorio regionale. Grazie al nostro nuovo regolamento, che assegna un punteggio maggiore a chi da più tempo risiede sul territorio, a prescindere dalla sua nazionalità, le prime 157 famiglie in graduatoria sono italiane, storiche e in difficoltà. Di queste, a circa 80 famiglie abbiamo già assegnato una nuova casa e per noi è già una bella conquista rispetto al passato. Ne andiamo orgogliosi. La nuova sentenza del tribunale di Ferrara, però, ci ordina di rivedere un regolamento che, nei fatti, non ha discriminato nessuno, ma valorizzato chi improvvisamente si è trovato in una condizione di forte disagio economico, pur avendo sempre contribuito al welfare della città, concedendo generosamente servizi anche a chi è arrivato solo ieri, magari clandestinamente”.

tribunale di ferrara

Il pronunciamento del Tribunale era stato innescato da un ricorso presentato da due cittadine di origine straniera che in base al nuovo regolamento si erano classificate a metà e in fondo alla graduatoria.

“Una di queste non rispetta nemmeno il requisito di 3 anni di residenza della Regione Emilia Romagna. Ma pretende un alloggio popolare. Sì, perchè dopo anni di Partito Democratico non vedono più l’ingiusta graduatoria che, nei fatti e nei numeri, ha sempre penalizzato e discriminato ferraresi e italiani. La fiducia nella magistratura resta, ma il giudice faccia il giudice nella sua aula di tribunale, io continuerò a fare il sindaco in strada, ascoltando quotidianamente i bisogni reali dei cittadini e agendo con buonsenso. So che siete in tanti con me in questa battaglia e per questo non mi fermerò. Andremo avanti e resisteremo in giudizio fino all’ultimo grado. Ce lo chiedono troppe famiglie che aspettano di riottenere dignità ed equità”: conclude il sindaco di Ferrara Alan Fabbri.