Ferrara, polizia scopre laboratorio tessile cinese: un arresto e 9 clandestini

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(Sesto Potere) – Ferrara – 23 febbraio 2021 – Nella giornata odierna personale della Squadra Amministrativa della Questura di Ferrara ha notificato su disposizione della Prefettura, un provvedimento di ulteriore chiusura temporanea di un laboratorio tessile cinese per i fatti risalenti allo scorso mese di aprile, dopo la prima sanzione provvisoria di chiusura per cinque giorni, vista la gravità dei fatti.

Era il venerdì 3 aprile 2020, quando nella zona artigianale di via Veneziani, la Polizia di Stato e la Polizia Municipale effettuavano l’accesso in un laboratorio tessile che confeziona prodotti di abbigliamento per noti brand della moda . Il laboratorio, dai primi accertamenti effettuati presso la Camera di Commercio, risultava regolarmente iscritto, come impresa individuale intestata a un cittadino cinese di anni 38,con la ragione sociale “ confezione di accessori e abbigliamento”.

Al suo interno venivano sorpresi 18 cittadini cinesi, di cui nove irregolari sul territorio nazionale e uno gravato da ordine di esecuzione per la carcerazione, pertanto arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale, mentre il legale rappresentante della società “Perfetto confezioni di Mao Yongjun” veniva indagato per sfruttamento della manodopera clandestina e favoreggiamento della presenza di cittadini irregolari in Italia.

Il laboratorio, ubicato all’interno di un capannone, si presentava in pessime condizioni igienico sanitarie, con la presenza di numerosi banchi di lavoro dotati di circa 40 postazioni con macchine da cucito professionali circondati da cumuli di tessuti pronti per la lavorazione, da capi di abbigliamento (completi abito, camice, giacche, pantaloni di diversa fattura e taglie diverse) e da numerosi scatoloni già imballati per la spedizione. I predetti capi riportavano etichette di noti brand della moda e relativo cartellino prezzato 90/100 euro.

Nella struttura principale e locali attigui sono stati ricavati abusivamente numerose stanze adibite a dormitorio, alcune prive di finestre, una zona dedicata alla preparazione di pasti e un servizio igienico in precario stato di manutenzione e pulizia .

L’intera merce confezionata con i marchi rinvenuti veniva sequestrata dalla Polizia Municipale per un totali di 668 capi di abbigliamento e trasferita in un deposito per le successive attività peritali tese a verificare l’autenticità dei marchi nonché la composizione dei tessuti.

Al termine di tutti gli accertamenti, una nota riepilogativa dell’intervento venne inviata alla Prefettura di Ferrara cui spetta l’onere decidere su una eventuale ulteriore chiusura di massimo trenta giorni. Ieri la decisione di chiudere per ulteriori giorni. L’attività è stata immediatamente sospesa dopo la notifica.

Il Questore di Ferrara,  Cesare Capocasa, commenta: “ Si tratta di attività delittuose che pregiudicano la salute e il lavoro quali diritti costituzionalmente garantiti e pertanto devono essere colpite con assoluto rigore, vieppiù nell’attuale emergenza epidemiologica di rilevanza internazionale che ha richiesto l’adozione di misure eccezionali di contenimento del contagio sia in riferimento alla circolazione delle persone che all’esercizio delle attività commerciali e aziendali ” .