(Sesto Potere) – Ferrara – 13 febbraio 2021 – La festa di San Valentino è una ricorrenza dedicata agli innamorati, celebrata in gran parte del mondo il giorno 14 febbraio. Ma l’amore all’interno di una coppia a volte si rivela qualcosa che amore non è, qualcosa che la Polizia di Stato e le altre forze di polizia sono chiamate a contrastare.

Nello specifico, la Questura di Ferrara, nel corso del 2020 hanno proceduto complessivamente contro 40 persone per reati inerenti ai maltrattamenti in famiglia e agli atti persecutori, mentre nel corso del 2019, invece, si erano registrate 38. Proprio nel 2020 la Questura di Ferrara ha emesso 28 ammonimenti per violenza domestica e 14 per il reato di stalking.

Sempre presso la sede della Questura di Ferrara, dopo Milano, Cagliari e Mantova, è stato siglato il protocollo “Zeus“ per la gestione dei casi di Ammonimento tra il C.A.M. (Centro Ascolto per Uomini Maltrattanti) diretto dal dr. Michele POLI e la Questura di Ferrara.

Il progetto tende a focalizzare l’attenzione non solo sulle vittime di violenza di genere, ma anche sulle figure degli stalker, dei maltrattanti e dei cyber bulli minorenni, avviandoli, in seguito alla notifica di un Ammonimento del Questore nei loro confronti, ad un percorso rieducativo finalizzato ad apprendere le corrette modalità di gestione delle emozioni ed a comprendere pienamente il disvalore penale e sociale delle condotte sopra descritte.

Inoltre, massima attenzione prestata dalla Polizia di Stato nell’ambito della formazione professionale continua, ove gli Agenti vengono appositamente istruiti e formati per apprendere come comportarsi nel caso in cui vengano chiamati ad intervenire sulle segnalazioni di possibili casi di violenza di genere.

Dopo essersi resi conto della situazione, innanzitutto gli Agenti verificheranno la presenza di eventuali lesioni fisiche nella vittima, successivamente parleranno in modo riservato con quest’ultima, facendosi raccontare quanto accaduto e descrivendogli i possibili modi legali per tutelare la propria incolumità e quella di eventuali figli conviventi. Nella circostanza, verrà informata la vittima della possibilità di allontanarsi dalla casa coniugale per trovare accoglienza insieme ai propri figli in una casa famiglia protetta o, se necessario, di procedere all’allontanamento del partner violento.

Alle donne vittime di violenza che vengono ospitate a titolo gratuito in una delle strutture protette, vengono garantite massima riservatezza, l’erogazione dei beni di prima necessità quali il cibo e i prodotti per l’igiene e la cura personale e, inoltre, qualora ne fossero sprovviste, anche vestiario e materiale scolastico per i figli minori. All’interno della casa rifugio, infine, le donne vengono seguite sotto il profilo medico, psicologico e della tutela legale. Importante, in questi casi, è il ruolo assunto dalle associazioni di volontariato, le quali svolgono, a stretto contatto con le Forze dell’Ordine, un’indispensabile attività progettuale diretta alla valorizzazione e all’emancipazione femminile.

Il questore di Ferrara, Cesare Capocasa, (nella foto in alto) ricorda in caso di pericolo: “Denunciate sempre. Aiutateci ad aiutarvi”.