Ferrara, alcol ai minori: sospesa l’attività di una discoteca

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(Sesto Potere) – Ferrara – 10 luglio 2020 – Al termine dell’attività istruttoria della Questura di Ferrara, svolta dalla Squadra amministrativa della Divisione PAS, il titolare della discoteca veniva sanzionato per aver somministrato bevande alcoliche e superalcoliche ad un gruppo di minori di anni 18 (di età compresa tra i 15 e i 17 anni) che aveva prenotato un tavolo denominato “Spugne”.

Oltre all’immediata sanzione amministrativa di 333,33€, peraltro già pagata, il Questore ha disposto la sospensione dell’attività del locale che nei mesi estivi ha programmato serate di intrattenimento nelle giornate di venerdì.

Allo stato la sospensione riguarda il 10 e il 17 luglio p.v. in cui il locale dovrà rimanere chiuso ex art. 100 Tulps. Le cosiddette “Liste Tavoli” in questa provincia avevano già provocato come effetto la chiusura di un’altra discoteca ferrarese.

L’escamotage utilizzato da alcuni gestori di locali notturni prevede il controllo all’ingresso tramite gli addetti alla sicurezza che scongiurano “ndr. in teoria” che un minore possa consumare all’interno della discoteca nei vari punti di somministrazione. Infatti, tutti ormai hanno adottato il sistema del “Braccialetto + 18” che viene apposto al maggiorenne all’atto dell’ingresso in discoteca e solo a costoro i baristi somministrano bevande alcoliche.

alcolici

Nel caso di intossicazione da alcol da parte di minorenni gli esercenti si ritengono sollevati da ogni responsabilità per il fatto che non possono controllare che il maggiorenne ceda eventualmente il drink alcolico a chi ha meno di 18 anni.

Il sistema della prenotazione “tavolo”, che avviene tramite i PR della discoteca ingaggiati dai DJ o dai titolari del locale da ballo, elude di fatto questo controllo, seppur sommario, alle casse dei bar interni del locale.

Al tavolo, infatti, si servono gli avventori che hanno pagato all’ingresso molto di più del biglietto ordinario e l’ordine cumulativo arriva per tutti indistintamente i presenti a quel tavolo, siano maggiori o minori dell’età prevista per consumare bevande alcoliche o superalcoliche. E’ ovvio che il gestore ha interesse a prenotare più tavoli possibili in quanto gli avventori spendono a priori molto di più del classico ingresso e i minori, una volta entrati, non possono andare alla cassa per acquistare drink alcolici.

Le criticità di questo sistema si sono evidenziate nel corso del tempo in quanto ai tavoli spesso vi sono persone maggiorenni e minori di anni 18 e, nel caso in esame, ben 14 ragazzi, tutti minorenni, hanno pagato 370 € per avere al tavolo 1,5 lt. di Vodka e una bottiglia di vino, oltre alle solite bevande analcoliche e i succhi di frutta per prepararsi i drink direttamente al tavolo.

Nella circostanza lo stesso cameriere ha proposto al gruppo di giovani studenti liceali una bottiglia da 1,5 lt in quanto con l’aggiunta di soli 90 € avrebbero bevuto di più. La triste conseguenza di questa gestione sono stati due ricoveri in pediatria per due minorenni con intossicazione da alcol 4 volte superiore ai limiti di legge e diversi ragazzi che si sono senti male durante il viaggio di ritorno all’interno della navetta.

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