Fase 2, governo blocca ordinanza sindaco Ferrara riapertura negozi

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alan fabbri

(Sesto Potere) – Ferrara – 7 maggio 2020 – “Ho ricevuto una lettera dal Prefetto, rappresentante territoriale del Governo, che blocca di fatto la mia ordinanza che avrebbe dato, da lunedì (11 maggio, ndr), la possibilità a tutte le attività di vendita al dettaglio di ripartire e di salvare in molti casi l’azienda”: a darne notizia è lo stesso sindaco di Ferrara Alan Fabbri nella sua pagina Facebook annunciando il blocco all’ ordinanza sull’anticipazione della vendita al dettaglio in città che aveva firmato il 5 maggio.

alan fabbri

“Vorrei ricordare che Ferrara è una tra le città dove la diffusione del virus è più bassa rispetto a tutta l’Emilia Romagna e a gran parte del Nord Italia. La nostra provincia è diventata addirittura un caso di studio per questa caratteristica ed è stata definita dal commissario ad Acta dell’Emergenza Coronavirus dell’Emilia Romagna, Sergio Venturi, “un’oasi del contagio, dove il virus ha fatto meno male”. Per questo il blocco totale imposto dal Decreto Legge non è più accettabile”: commenta Alan Fabbri.

Dopo l’ attacco all’Italia sui Buoni Spesa, che la magistratura (al momento) ha deciso di voler affidare anche a chi si trova qui in vacanza, ‘regalando’ invece mance da 600euro a chi ha sempre costituito il tessuto produttivo ed economico del Paese, oggi il Governo tramite il Prefetto di Ferrara

“Per il Governo, Ferrara è uguale a tutte le altre città e preferisce andare contro un principio inserito nello stesso Decreto Legge. Ritengo che la nostra proposta vada valutata con grande attenzione da parte della Regione e chiedo al presidente Stefano Bonaccini di fare della nostra città un progetto pilota per le riaperture anticipate di tutti gli esercizi commerciali di vendita al dettaglio, seguendo ovviamente tutte le misure igieniche e sanitarie per prevenire la diffusione del contagio”: propone il sindaco leghista.

ferrara

E poi Fabbri attacca il governo Conte che: “ha bloccato un’ordinanza di un sindaco che vede un’enorme contraddizione nella selezione delle attività che possono restare aperte, questo perché si affida ai codici Ateco, la quintessenza della burocrazia italiana, che da sempre blocca il Paese. Lascia nell’incertezza della loro professione molte piccole attività, oggi a rischio fallimento, e che non riescono più a sostenere economicamente la chiusura forzata. Forse al Governo non è chiaro che a Ferrara tutti i commercianti hanno capito che possono fare affidamento solo sulle proprie spalle per salvare la propria attività. Dopo mesi di annunci e tante promesse, ma poca sostanza, è più che condivisibile”.

“Ogni giorno ricevo migliaia di vostri messaggi disperati, e per quanto io possa fare insieme alla mia squadra mi rendo conto di essere impotente davanti ad un Governo che offende ogni giorno la dignità di imprenditori e categorie produttive. Mi vergogno di tutto questo, mi vergogno da cittadino e da amministratore. Ma non getterò la spugna e continuerò a lavorare su ogni fronte anche con le mani legate, ma se si aspettano la mia complicità in tutto questo si sbagliano di grosso. I ferraresi continueranno a ricevere tutto il supporto possibile da me e da questa amministrazione, ed il Governo si dimentichi la mia e la nostra riconoscenza. Noi certamente non dimenticheremo mai questa ennesima beffa ai danni di chi contribuisce da sempre al benessere della città”: scrive nella sua nota Alan Fabbri.

Lo stesso sindaco di Ferrara informa di essersi subito messo in contatto al telefono con il Presidente della Regione Stefano Bonaccini per trovare una strada comune che riavvii al più presto tutte le attività ancora chiuse , ispirato dalla volontà di “non assistere immobile alla distruzione del sistema economico della città”.

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