Faenza, manifesto ‘funebre’ contro Cavina. Lo sdegno delle forze politiche

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(Sesto Potere) – Faenza – 23 settembre 2020 – In queste ore su uno dei manifesti di Paolo Cavina, il candidato sindaco a Faenza della Lega di tutto il centrodestra, è stato sovra-impresso un annuncio funebre che inizia con il classico “E’ venuto a mancare … “ prendendo di mira i suoi insuccessi e passaggi politici. Nel volantino si citano anche i nomi di Gabriele Padovani e Domizio Piroddi.

Il neo sindaco di Faenza, oggi a capo di una coalizione di centrosinistra e M5S, Massimo Isola, commenta: “Durante questa campagna elettorale ho sempre prestato attenzione ai toni utilizzati e ho pesato ogni parola scritta o pronunciata, soprattutto se rivolta ai miei avversari. Per questo ci tengo fermamente a prendere le distanze da questo messaggio, scritto sotto forma di annuncio funebre, indirizzato al mio avversario Paolo Cavina e alla sua squadra. È un gesto che condanno, perché offensivo e di pessimo gusto. È una vergogna”

Anche il deputato romagnolo di Italia Viva Marco di Maio, che in campagna elettorale s’è impegnato in prima linea al fianco di Massimo Isola e a sostegno della lista, ha preso “fermamente le distanze da chi si è reso protagonista di questo gesto, pur sentendoci molto lontani dalle posizioni e dai toni della campagna svolta dai nostri avversari”, spiegando che in politica è necessario essere: “avversari e non nemici”, e giudicando l’ annuncio funebre “che forse nelle intenzioni doveva avere un tono ironico” in realtà “di uno squallore unico”. 

Infine , anche il deputato leghista romagnolo, Jacopo Morrone, ha criticato l’episodio: “Satira? No, odio e intolleranza. Da gesti come questi si misura il basso livello in cui è scaduta l’area del centrosinistra uscita vincitrice dalle urne alle ultime elezioni. Se questo è il buongiorno che riservano alla città gli amministratori che guideranno Faenza nei prossimi anni, c’è davvero di che preoccuparsi. A dover essere condannato senza appello non è infatti il gesto in sé, pur grave e disonorevole, di aver elaborato e affisso un manifesto da morto con i nomi del candidato sindaco della parte avversa, uscito sconfitto, e di esponenti delle forze che lo appoggiavano, beffeggiandoli e denigrandoli. A dover allarmare è l’ambiente culturale e politico della sinistra che lo ha prodotto e legittimato. Un ambiente che evidentemente è scaduto anche dal punto di vista etico”. 

“Oggi i faentini hanno la prova provata di chi alimenta il clima di violenza che mette a rischio libertà e democrazia. Da condannare è la volontà di infierire sull’avversario sconfitto, con attacchi personali beceri, anziché concedergli l’onore delle armi, un gesto di alto contenuto morale e istituzionale che ereditiamo da una tradizione millenaria. Ed è altrettanto evidente che, nonostante la vittoria, questa sinistra teme per il proprio futuro e sta diventando sempre più aggressiva. Ma siano certi i faentini che noi, dall’alto dei nostri principi e ideali, non ci lasceremo trascinare in questa controversia al massacro”: ha concluso Morrone.

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