Esselunga a Forlì, è polemica tra il Comitato del “no” e Mezzacapo

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esselunga superstore ph d'archivio

 (Sesto Potere) – Forlì – 12 settembre 2020 – Come già annunciato dalla nostra agenzia di informazione, anche il sindaco di Forlì, Zattini, parteciperà alla riunione pubblica del prossimo 24 settembre, in salone comunale, dove il “Comitato per il no al megastore di via Bertini” discuterà della variante al Piano urbanistico nella zona compresa fra le vie Bertini, Balzella, Correcchio e Bernale., a Coriano (vedi foto satellitare), che permetterà alla società Omnia di realizzare su una superficie di 2.500 metri quadrati un’area commerciale/alimentare che ospiterà il marchio milanese della gdo Esselunga.

 Da parte sua il vicesindaco Daniele Mezzacapo, ha già commentato che di fatto l’amministrazione comunale, pur dando disponibilità al confronto ed all’ascolto, non potrà tornare indietro e dunque il progetto si realizzerà.

Il “Comitato per il No” comunica di aver appreso “con sgomento” l’approccio con il quale il vicesindaco Daniele Mezzacapo ha commentato la partecipazione all’incontro pubblico previsto per il 24 settembre prossimo.

“Quando da mesi chiediamo un  confronto mai concesso, il minimo che ci saremmo aspettati sarebbe stato il rispetto della posizione che portiamo all’attenzione della giunta, di certo non una concessione al confronto che invece, a quanto pare è solo una facciata. Ci auguriamo che questa sia solo la presa di posizione di un singolo, che, come già accaduto in passato rispetto a questo tema in particolare, seppure nella rilevanza della posizione che ricopre, non rappresenti lo spirito con il quale l’amministrazione tutta si presenterà al confronto.”: si legge in una nota del “Comitato per il No”.

manifestanti in piazza contro il progetto

“Detto questo confermiamo che la conduzione dell’assemblea pubblica sarà da noi improntata in maniera propositiva, perché siamo fermamente convinti che il parere della cittadinanza conti e debba essere preso in considerazione.Se così non fosse saremmo doppiamente dispiaciuti, innanzitutto per il lavoro fin qui svolto da persone comuni che senza alcun interesse si sono mosse in difesa di una posizione condivisa e in secondo luogo perché verrebbe a mancare il principio cardine della democrazia partecipata che ogni amministrazione dovrebbe porre come primo requisito su cui basare le proprie azioni”: conclude il “Comitato per il No”.

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