(Sesto Potere) – Forlì – 6 settembre 2022 – “Quest’anno, con il costo dell’energia alle stelle a causa delle ben note vicende internazionali si calcola che i rincari assorbiranno più di una mensilità dell’assegno pensionistico medio. Con il rischio che gli anziani saranno costretti a tagliare le spese di prima necessità, come gli alimenti o le prestazioni sanitarie. Insomma, gli anziani dovranno scegliere se riscaldarsi o mangiare, se usare gli elettrodomestici o rinviare le cure mediche”: a lanciare l’appello è Alberto Urizio, reggente provinciale Forlì-Cesena dell’Ugl Pensionati (nella foto in alto a destra).

“Il mio pensiero è rivolto soprattutto a quelle centinaia di migliaia di pensionati al minimo che da tempo faticano ad arrivare a fine mese e oggi, non domani o a breve, ma in questo stesso momento si trovano a dover pagare bollette del gas e dell’elettricità triplicate rispetto a qualche mese fa. Dovranno questi pensionati decidere se: accendere il fornello del gas per cuocersi un piatto di minestra, sapendo che poi taglieranno loro la fornitura se non potranno pagarla, o rinviarne l’utilizzo per tenersi la possibilità di riscaldarsi quando l’inverno morderà veramente”: aggiunge il reggente provinciale Forlì-Cesena dell’Ugl Pensionati.

“Questi pensionati dovranno decidere se patire la fame per avere qualche giorno di caldo in dicembre, o poter mangiare oggi sapendo di dover patire il freddo domani. Come dire, si troveranno di fronte al bivio: morire oggi di fame o domani di freddo? Un quesito a cui dovrebbe rispondere con soluzioni immediate una classe politica degna di questo nome”: prosegue Alberto Urizio.

“Intanto, chi ci guadagna oggi sul prezzo del gas? A conti fatti sono: l’italianissima Eni e la nostra stessa Repubblica che, grazie alle percentuali automatiche delle accise, delle tasse e dei balzelli vari (che incidono per due terzi nelle bollette nel prezzo del gas e dell’elettricità) incassa un fiume di denaro che proviene dalle nostre stesse tasche. E dire che l’Italia è posizionata su un enorme giacimento di gas naturale i cui rubinetti per l’estrazione vennero chiusi nel 2007”: ricorda il reggente provinciale dell’Ugl Pensionati di Forlì-Cesena.

Trent’anni fa in Italia venivano estratti fino a 20 miliardi di metri cubi di gas naturale l’anno, ma per molteplici ragioni questa cifra si è ridotta di circa un sesto. Secondo le stime del Mise nel sottosuolo italiano ci sarebbero 350 miliardi di metri cubi di gas naturale, tra riserve confermate e potenziali e la regione italiana con più pozzi eroganti è l’Emilia Romagna. Nel mare Adriatico, sulle coste romagnole e non solo, secondo gli esperti, si potrebbero rimettere in moto velocemente almeno 50 piattaforme pronte a fornire circa 3 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

“Riaprire la fornitura del gas naturale dalle nostre piattaforme, oggi non è doveroso, ma è un caso di necessità”: insiste Alberto Urizio. “Ci troviamo di fronte ad una macroscopica incongruenza: con la presenza di risorse potenziali che non sfruttiamo, l’extra-profitto dalle fonti energetiche nazionali e il rincaro bollette, politici e governanti non perdono occasione per raccontarci come “siano preoccupati dall’abnorme aumento del prezzo del gas” appellandosi a non meglio precisate “scelte da maturare in ambito europeo”. E intanto gli stessi politici agitano lo spauracchio di un inverno senza energia elettrica e gas tenendo sulle spine soprattutto chi nella società per reddito o classe sociale, i pensionati con redditi medio-bassi soprattutto, si trovano già in gravi difficoltà economiche”: aggiunge Alberto Urizio.

“A nostro parere, visto che i correttivi del governo per alleggerire le bollette si sono dimostrati del tutto insufficienti, per stato di necessità è necessario intervenire con nuove misure più drastiche e straordinarie potenziando anche i benefici dei bonus sociali per lo sconto delle bollette di luce e gas a tutela della nostra categoria”: conclude il reggente provinciale Forlì-Cesena dell’Ugl Pensionati Alberto Urizio.