(Sesto Potere) – Ravenna – 22 aprile 2022 – L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, a nome della stessa Regione, s’è detto interessato ad un’operazione per dare una risposta alla questione energetica nel Paese e indica due casi importanti: a Minerbio è stata rinnovata la concessione per il più grande impianto di stoccaggio del Nord Italia e per il porto di Ravenna c’è la volontà di fare “il più grande hub per l’energia nel Paese”.

La questione energetica è diventata importante per i noti rincari dei prezzi del gas e la crisi legata alla guerra in Ucraina.

L’Emilia-Romagna è pronta ad affrontare la sfida attraverso le proprie centrali di stoccaggio.

l’assessore Colla

Con queste premesse, Confindustria Romagna “apprezza e rilancia con entusiasmo” la candidatura di Ravenna e del suo porto proposta dall’assessore regionale Vincenzo Colla per accogliere il gas naturale liquefatto in arrivo, alla luce dei nuovi accordi nell’ambito della diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico.

“Ravenna e il suo scalo hanno esperienze, competenze e infrastrutture adeguate a giocare un ruolo chiave nel delicatissimo momento storico che stiamo vivendo – afferma il presidente di Confindustria Romagna, Roberto Bozzi (nella foto in alto) – le aziende sono pronte a fare la propria parte, grazie a talenti e tecnologie all’avanguardia, per rendere il territorio punto di riferimento in una strategia energetica che deve essere lungimirante e composita, ma che ancora non vediamo con chiarezza”.

“Bene il parere favorevole al rinnovo delle licenze nell’ambito delle autorizzazioni esistenti – aggiunge Bozzi – ma ribadiamo che occorre anche valutare seriamente una deroga al Pitesai per consentire nuove esplorazioni e aumentare la quota di metano estratto dai nostri fondali. Il Governo si sta muovendo con accordi per aumentare le forniture da Libia ed Egitto, la Regione si sta attivando sul fronte dello stoccaggio, ma purtroppo in un’emergenza senza precedenti queste azioni non bastano: servono interventi strutturali di ampio respiro e immediata attuazione. Percepiamo ancora troppa cautela nella transizione ecologica – conclude Bozzi – che invece va spinta e accelerata con convinzione, a partire dalla semplificazione dei processi autorizzativi e burocratici per i nuovi impianti green”.