Emilia Romagna, per 78,9% cittadini auto mezzo più sicuro per spostamenti, con incentivi eco 64,3% pronto a cambiare mezzo

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traffico in autostrada, auto, camion

(Sesto Potere) – Bologna – 19 ottobre 2020 – In occasione del Giro d’Italia, Continental, il brand che da oltre 140 anni fa della sicurezza su strada e dell’innovazione tecnologica la propria missione, ha realizzato l’Osservatorio Mobilità e Sicurezza: una fotografia del vissuto, delle percezioni e delle aspettative degli utenti della strada oggi. In questo focus dedicato all’Emilia Romagna, Continental cerca di capire qual è la nuova normalità degli abitanti della regione e come la pandemia ha cambiato le loro esigenze di mobilità tra nuove paure, necessità e abitudini.

Ma come la pandemia ha cambiato le esigenze di mobilità degli abitanti dell’Emilia Romagna? E come l’industry automotive sta reagendo al cambiamento? Tra nuove paure, necessità e abitudini, la seconda edizione dell’Osservatorio Mobilità e Sicurezza realizzato da Continental, cerca di rispondere a queste temi tracciando una fotografia del vissuto, delle percezioni e delle aspettative degli utenti della strada oggi e nel prossimo futuro, affidandosi a due importanti istituti di ricerca Euromedia Research e Ernst & Young.

Come ci si muove in Emilia Romagna in epoca Covid

In questo momento di ricerca di una nuova normalità e di convivenza con il Covid-19, l’automobile è ritenuta dal 78,9% degli intervistati il mezzo più sicuro con cui muoversi, ed è percepita oggi come sinonimo di prudenza responsabilità. Un dato rilevante, spiegabile soprattutto dai sentimenti negativi di ansia (22,7%) e di paura (18,4%) che accompagnano gli abitanti della regione e che sono il motivo principale dei loro cambiamenti di abitudini.

Il 31,4% degli intervistati dichiarano di spostarsi in modo differente rispetto al periodo pre Covid-19, di questi il 29,3% per timore di prendere i mezzi pubblici o per una più generica paura di uscire di casa 12,1%.

Da sottolineare anche una riduzione drastica degli spostamenti (27,6%) e del conseguente bisogno di mobilità soprattutto per le nuove modalità di lavoro e studio come lo smartworking o la didattica a distanza (25,9%).

La domanda sorge spontanea: queste nuove abitudini sono destinate a perdurare nel tempo? In linea con i risultati ottenuto a livello nazionale, anche in Emilia Romagna non si prevede di tornare alle abitudini pre-covid a breve. Il 62,1% manterrà le nuove abitudini “sicure” di spostamento anche in autunno e in inverno, il 79,3% anche quando sarà finita la pandemia e arriverà il vaccino.

La centralità dell’automobile

auto elettrica

Dal cambio delle abitudini e dalle intenzioni di comportamento futuro emerge una mobilità che ha ancora, al centro, l’automobile come il principale e pre-scelto mezzo di trasporto. Un mezzo che gli intervistati desiderano sostenibile sia dal punto di vista economico che da quello ambientale e in grado di garantire spostamenti sicuri, efficienti e puliti.

Ma chi vive in Emilia Romagna è orientato ad acquistare un nuovo veicolo e a cambiare quello attuale? Il 63,2% dice di no, o perché ritiene ancora affidabile il proprio mezzo (il 47% del sub campione) o per motivi economici (il 17,9%).

Lo scenario cambia radicalmente davanti all’ipotesi di poter usufruire di incentivi per l’acquisto di nuovi autoveicoli ecologici: in presenza di aiuti da parte dello Stato o delle Regioni, oltre la metà della regione (64,3%) si dichiara propenso ad utilizzarli e cambiare la propria auto. Il 27,9% sceglierebbe un autoveicoload alimentazione ibrido benzina, il 16,2% un’auto a benzina e il 14,7% un mezzo ad alimentazione ibrido plug-in.

La trasformazione delle città

In previsione di un ritorno alla completa “normalità”, si avverte la necessità di ripensare la struttura, la viabilità e le infrastrutture delle città. Ben l’89,2% del campione infatti desidera una mobilità fatta di sostenibilità vera che rispetti l’ambiente e che veda come protagonisti autoveicoli sicuri ed ecologicamente “puliti”, e non una mobilità fatta di monopattini elettrici, mono-ruota o biciclette (10,3%).

Consultati sulle misure utili per mantenere le città decongestionate dal traffico e più vivibili da un punto di vista di qualità dell’aria, il 43,2% degli intervistati suggerisce il potenziamento dello smartworking e dei servizi di prossimità, il 36,8% un maggior sostegno al trasporto pubblico, il 36,2% consiglia di puntare sull’elettrificazione dei veicoli infine il 23,2% punta sulla pianificazione degli orari di ingresso nel lavoro, nelle scuole. 

bus in centro storico

In controtendenza rispetto alla percezione comune degli italiani, la maggioranza degli abitanti dell’Emilia Romagna (50,3%) crede che il proprio Comune sia pronto ad accogliere questi cambiamenti di tipo sociale e strutturale.

Sostenibilità e ambiente

I blocchi della mobilità e delle attività produttive che hanno caratterizzato il lockdown hanno inciso positivamente sull’ambiente e, di pari passo, sembrava essere aumentata la consapevolezza e la sensibilità degli italiani rispetto al tema “ecosostenibilità”. Tuttavia, finita la fase emergenziale, questo trend sembra diminuire: più della metà degli intervistati (54,1%)dichiara infatti di prestare attenzione alle tematiche green come prima dell’emergenza sanitaria, se non in maniera inferiore.

Sicurezza stradale

L’82,7% si sente sicuro delle proprie capacità alla guida del proprio mezzo di trasporto. Da cosa dipende la sicurezza stradale secondo i cittadini? L’elemento più importante viene ricondotto alla figura del guidatore (63,8%). Seguono poi i freni (9,2%), le cinture (6,5%) e gli pneumatici (5,4%).

In questo contesto rispettare il codice della strada significa compiere un atto di responsabilità verso sé stessi e gli altri utenti della strada (61,6%), adottare un comportamento che tutela dal rischio di incidenti (19,5%) ed evita di incorrere in sanzioni (10,3%), mentre per il 2,2% è un limite che impedisce loro di godere appieno delle prestazioni del proprio veicolo.