Emilia-Romagna, Bevilacqua (Ugl): “Aumentata durante i mesi del lockdown la violenza sulle donne”

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(Sesto Potere) – Bologna – 24 novembre 2020 – Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

“Il primo dato che rileviamo è che a causa della quarantena sanitaria e delle convivenze forzate entro le mura domestiche la violenza sulle donne con rapporti difficili in famiglia o in via di separazione  è aumentata in maniera progressiva in Italia. Un Paese che è stato sollecitato dall’Europa a fare di più per la prevenzione della violenza contro le donne. Le statistiche del Viminale dicono che durante i lockdown, nel periodo 9 marzo – 3 giugno 2020 , sono triplicati i femminicidi: 44 in tutta Italia, il 75,9% dei complessivi 58 omicidi registrati in ambito familiare-affettivo. E poi ci sono le violenze domestiche che spesso non vengono denunciate.  In Emilia-Romagna, sempre durante i mesi del lockdown, sono state più di 800 le chiamate al numero verde anti-violenza”: spiega in una nota Tullia Bevilacqua, segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl.

Pochi giorni fa l’ultimo tentato femminicidio, per fortuna andato a vuoto: il 16 novembre, a Maranello, in provincia di Modena, la notizia che un uomo di 46 anni ha tentato di uccidere la compagna. La donna è stata trovata, ancora viva, ed il compagno ha confessato.

“A questo terribile notizia dobbiamo aggiungere tutti gli episodi di maltrattamenti in famiglia, le molestie nei confronti delle minori, le violenze sessuali, di cui nei mesi scorsi Bologna è stata tragicamente protagonista. La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne ci ricorda quanto ancora ci sia da fare per riuscire a contrastare un drammatico fenomeno purtroppo sempre attuale 365 giorni l’anno. In Italia, ogni tre giorni viene uccisa una donna! Il nostro impegno, come Organizzazione Sindacale, è quello di contrastare ovunque ogni forma di violenza, con un pensiero rivolto a tutte quelle donne che sono costrette a subire forme di violenza fisica e psicologica anche sul proprio posto di lavoro. Su questo versante chiediamo maggiori investimenti e controlli per garantire sicurezza, con la certezza della pena per chi commette questi gravissimi reati”: aggiunge il segretario regionale Emilia-Romagna dell’Ugl, Tullia Bevilacqua.

“In Emilia-Romagna molte associazioni private o di volontariato si battono ogni giorno contro questo fenomeno, ma tocca alla istituzioni pubbliche fornire l’apporto principale a questa battaglia: sia in termini di risorse concrete da stanziare che di reti territoriali di sostegno e di servizi da attivare per garantire quella protezione alle categorie più deboli che è necessaria per evitare il proliferare della violenza. Mozioni di principio, campagne educative, pedagogiche e scolastiche non bastano se non si garantiscono misure più dure sul versante del controllo e dell’erogazione della pena che , secondo il nostro ordinamento, è insufficiente, blanda, per reati spregevoli come le molestie o la violenza sessuale. Nel nostro Stato la funzione della pena è commisurata ad un percorso di rieducazione, mentre raramente diventa punitiva e rapportata al danno arrecato. Ne nasce la convinzione popolare che i malviventi non siano puniti a sufficienza o possano addirittura ‘farla franca’, negoziando i tempi della detenzione e beneficiando di indulti o sconti elargiti con generosità. Anche su questo versante si dovrebbe aprire il dibattito, visto che le stesse statistiche ci confermano che le persone violente, gli stessi assassini, sono inclini a reiterare i reati. Parliamo di questi fenomeni e di certi casi di “mala-giustizia” e forse potremo affrontare il tema della lotta alla violenza sulle donne con ben altro spirito e più ottimismo”: conclude il segretario regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna , Tullia Bevilacqua.