Emilia Romagna 2^ in Italia per raccolta di Raee, ma 2.000 tonnellate in meno in un anno

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(Sesto Potere) – Bologna – 14 aprile 2021 – Nel 2020 l’Emilia Romagna ha avviato a corretto smaltimento 35.226 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Lo evidenzia il Rapporto Annuale 2020 del Centro di Coordinamento RAEE, l’istituzione che sintetizza i risultati conseguiti da tutti i Sistemi Collettivi che si occupano del ritiro presso i centri di raccolta e i luoghi di raggruppamento organizzati dalla distribuzione per la gestione dei rifiuti tecnologici in Italia. Si tratta ancora una volta del secondo risultato più consistente a livello nazionale per volumi raccolti, nonostante una contrazione del 2,3% rispetto al 2019, corrispondete a 2.000 tonnellate in meno.

La raccolta dei RAEE del freddo e del clima (R1) rimane sostanzialmente stabile (+0,2%) per un totale 7.974 tonnellate. Si tratta di una delle poche performance positive registrate in tutto il Nord Italia e in buona parte del Centro. È invece in contrazione la raccolta dei grandi bianchi (R2) che con un -6,7% scende a 15.403 tonnellate, un risultato in controtendenza all’andamento positivo emerso a livello nazionale.

Con il segno meno anche la raccolta dei rifiuti da apparecchi con schermi (R3), che registra una flessione dell’1,1% per un totale di 4.780 tonnellate, e quella delle sorgenti luminose (R5) che evidenzia una contrazione del 2,3%, per un totale di 215 tonnellate.

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Cresce invece la raccolta dei piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo (R4) che raggiunge le 6.853 tonnellate con un +5,3%, incremento percentuale comunque inferiore rispetto alla media nazionale.

Sostanzialmente invariata la raccolta pro capite che si attesta a 8,07 kg per abitante (-0,2%), valore ancora ben superiore alla media nazionale (6,14 kg/ab), ma che fa scivolare la Regione al quarto posto del ranking nazionale.

Quasi l’84% dei volumi complessivi provengono dai centri di raccolta comunali, un valore leggermente superiore alla media nazionale (81%), mentre i luoghi della distribuzione (LdR) contribuiscono per il restante 16%, sostanzialmente in linea con quanto registrato nel 2019. Relativamente a R5, va sottolineato il contributo degli installatori, che raccolgono più del 10% dei volumi del raggruppamento.

Raccolta per province

La provincia di Bologna, con 11.426 tonnellate,raccoglie quasi un terzo dei volumi complessivi, ma è anche quella che registra una delle poche contrazioni regionali, oltre che la più elevata (-15,2%). A incidere maggiormente è la raccolta in R2 che perde 1.800 tonnellate, (-22%), la più consistente contrazione a livello regionale, fermandosi a 6.389 tonnellate. Segue quella in R1 che segna un -9,7% per un totale di 2.048 tonnellate, anche in questo caso il calo più consistente a livello regionale. Più contenuta (-3,9%) la riduzione della raccolta in R3 che si ferma a 1.085 tonnellate. Cresce invece R4 con un +1,3%, per un totale di 1.884 tonnellate. Performa positivamente anche R5, con una raccolta di 60 tonnellate pari a un +1,7% rispetto al 2019, uno dei pochi casi di crescita per il raggruppamento delle sorgenti luminose in Emilia-Romagna.

Seguono a distanza le province di Modena e di Reggio Emilia che registrano entrambe una crescita: più contenuta la prima (+1,8%) per un totale 4.596 tonnellate, molto più importante la seconda che con un +18,6%, la percentuale più elevata in tutta la regione, porta la raccolta a 4.307 tonnellate. L’ottima performance reggiana è dovuta al deciso incremento in R1 (+18,7%), ma più ancora a quello in R2 dove i volumi crescono di quasi il 27% (rappresenta anche l’incremento più elevato a livello regionale), mentre in R4 l’incremento è “solo” del 16,5%, con 157 tonnellate in più del 2019.

Crescono anche i volumi della provincia di Ravenna dove un +4,2% porta la raccolta a 3.637 tonnellate. Incremento più sostenuto per le province di Parma, i cui volumi registrano un +7,5% attestandosi a 2.774 tonnellate, e di Forlì Cesana a quota 2.608tonnellate (+10,5%). Parma risulta anche l’unica provincia emiliana a registrare una crescita in tutti e cinque i raggruppamenti. Performance positiva (+5,4%) anche per la provincia di Ferrara che tocca le 2.301 tonnellate. In negativo invece le province di Rimini e di Piacenza i cui volumi scendono rispettivamente a 1.977 e 1.601 tonnellate, con un -6,5% e un -5,8% rispetto all’anno precedente.

Ferrara e Piacenza sono le uniche due province a non ospitare alcun luogo di raggruppamento della distribuzione, mentre Parma è l’unica provincia della Regione in cui la raccolta del raggruppamento cinque è sostenuta dai volumi generati dai centri di raccolta privati (6,5% del totale).

La raccolta pro capite più alta spetta alla provincia di Bologna con 11,53 kg/ab, valore che la posiziona al sesto posto nel ranking nazionale, ma in calo del 13,1% rispetto al 2019.

Segue la provincia di Ravenna con 9,42 kg/ab, in crescita sulla performance precedente (+5,13%); ancora meglio fa la terza classificata, la provincia di Reggio Emilia che sostenuta da un +20,7% sale a 8,24 kg/ab. Tutte e tre le province vantano valori superiori alla media dell’area di appartenenza (7,01 kg/ab).

Superano invece la soglia della raccolta media nazionale (6,14 kg/ab) e registrano trend di crescita le province di Ferrara (6,73 kg/ab a +6,6%), di Modena (6,68 kg/ab a +4,28%), di Forlì Cesena (6,64 kg/ab a quasi +11%) e di Parma (6,44 kg/ab a +12,7%).

Risultano invece sotto la media nazionale e con un trend in calo le province di Rimini, che si ferma a 6,05 kg/ab (-2,3%), e di Piacenza che non supera la soglia dei sei kg per abitante kg (5,59 kg/ab), con un -6,2% rispetto al 2019.