Elezioni regionali, sondaggi: in Emilia-Romagna centrodestra avanti di quasi 8 punti

(Sesto Potere) – Bologna – 14 novembre 2019 – Intenzioni di voto, in Emilia-Romagna il Centrodestra si attesta al 46,7% con un vantaggio sulla coalizione di Centrosinistra   di quasi 8 punti. Nel dettaglio:  Lega sarebbe la prima forza politica della Regione al 34%, Fratelli d’Italia in crescita al 7%, Forza Italia vale il 4,2% e altri di Centrodestra all’1,5%. Sul fronte opposto  il Partito Democratico, considerando anche Italia Viva che non si presenterà in Emilia Romagna, si attesta al 33,3% (valore ottimistico visto che non è certo che tutti gli elettori renziani votino Pd) mentre altri di Centrosinistra (Verdi, LeU etc…) valgono complessivamente il 5,5%. La somma arriva a quota 38,8%.

Quanto al Movimento 5 Stelle: in regione si attesterebbe all’11,9%   se si presentasse da solo. Ma prende corpo sempre di più che i “grillini”  non si presentino alle elezioni regionali del prossimo 26 gennaio 2020.

Questo emerge dall’elaborazione dati che il sito Affaritaliani.it ha pubblicato secondo gli ultimi risultati del sondaggio Swg sulle intenzioni di voto nazionali calcolando i dati per la sola Emilia Romagna e utilizzando come base di partenza sia le percentuali ottenute alle Europee in tutta Italia sia le percentuali della sola Emilia Romagna .

Ben  altro esito della sfida tra Lucia Borgonzoni  (centrodestra) e  Stefano Bonaccini (centrosinistra) tratteggia il sondaggio realizzato da Tecnè per la trasmissione di Rete 4 “Quarta Repubblica” dedicato proprio alle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna e che prende in esame diversi scenari sulla base dell’alleanza o meno tra Pd e Movimento 5 Stelle.

Nel primo primo caso Bonaccini  è dato al 51%, con un vantaggio di 4 punti percentuali su Borgonzoni , che si fermerebbe al 47%; il quadro non cambierebbe di molto se i 5 Stelle decidessero di non presentarsi alla tornata elettorale, con un distacco di 2  punti tra i candidati (50% contro 48%).

Ben diversa invece la situazione nel caso i pentastellati scendessero in campo con un proprio candidato,  conquistandosi – sempre  secondo il sondaggio di Tecnè –  di appena il 7% dei voti: mettendo in difficoltà Bonaccini che si ritroverebbe con 1 solo punto di vantaggio su Borgonzoni (46% contro 45%).

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