Elezioni regionali Emilia-Romagna, il dibattito si infiamma, voto (forse) il 26 gennaio 2020

(Sesto Potere) – Bologna – 19 settembre 2019 – Elezioni regionali in Emilia-Romagna, si concretizza la data  del 26 gennaio 2020 per il voto, dopo che per alcuni giorni ha tenuto banco nei corridoi della politica  l’ipotesi di andare alle urne il prossimo 24 novembre, a scadenza naturale del mandato. Come motivazione ufficiale del rinvio ci sarebbe quella di consentire l’approvazione  entro il 31 dicembre  della legge regionale di bilancio , la “finanziaria” locale. 

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Il nodo sulla convocazione delle urne dovrebbe essere sciolto  fra oggi e domani, venerdì.

Inutile dire che al centro della riflessione – probabilmente dello stesso governatore uscente , Stefano Bonaccini, ci sia la scissione imposta da Matteo Renzi.  Una scissione che il Pd pagherà presumibilmente anche in termini di voti, visto che il movimento Italia Viva dell’ex sindaco di Firenze viene quotato nei sondaggi fra il 3 ed il 5% a livello nazionale.
In più,  c’è la questione delle alleanze: centrosinistra allargato agli ex Pci, Pds, Ds ed ai civici come Pizzarotti o anche al M5S, che però chiede un segno di discontinuità candidando a presidente un esponente della società civile?

Il quesito è ancora aperto.

virginio merola

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ammette: “Qui in Emilia-Romagna siamo impegnati in uno sforzo cruciale. Le prossime elezioni regionali andranno ben oltre il significato che hanno, ci guarderà il mondo. E poco mi importa che la futura “Casa” non comporrà liste per le regionali. Dopo una separazione il conto nell’urna non è mai uguale a prima. L’unico risultato sarà aumentare il bacino degli astenuti. Hai sbagliato Matteo [Renzi]. Ammettere un errore fa la differenza. E spero che il PD di Zingaretti dimostri subito che il futuro è il campo democratico aperto, non la sinistra chiusa alla nostalgia dei DS”.

A destra la Lega   ha candidato da tempo a presidente la senatrice bolognese ed ex sottosegretaria alla Cultura, la bolognese  Lucia Borgonzoni. Ma Fratelli d’Italia ha chiesto intanto   all’ex forzista e deputato bolognese Galeazzo Bignami di scendere in campo. E Forza Italia ancora non s’è espressa sui nomi.

bonaccini

Oggi  si registra l’esternazione del deputato forlivese Jacopo Morrone , segretario Lega Romagna, che afferma: “Il governatore  Bonaccini deve decidersi a indicare la data delle prossime elezioni regionali. Non è possibile andare avanti con i ‘si dice’ e i boatos in uscita da ambienti Dem. Da una data indefinita del gennaio 2020, contestata dalla Lega, si è passati all’ipotesi del 24 novembre 2019, per poi slittare, sembra, al febbraio 2020. Capiamo la confusione

di Bonaccini. L’addio intempestivo al Pd di Matteo Renzi ha scombussolato i piani del governatore dell’Emilia Romagna, che già prevedeva una marcia trionfale grazie al varo del governo giallorosso. Lo si è visto anche dalla pressante proposta di alleanza rivolta al M5s emiliano romagnolo, nonostante il trattamento di aperto contrasto, per non dire disprezzo, tenuto dal Pd regionale e locale nei confronti della classe dirigente grillina. Prima del varo del Conti bis, Bonaccini aveva certamente l’intenzione di rimandare la data delle elezioni il più possibile temendo una ‘Caporetto’ con la Lega al governo. Poi il cambio di programma. Con il nuovo esecutivo, nato dalle alchimie di Palazzo, il governatore Dem ha creduto di essere in una botte di ferro. Di qui l’urgenza di andare al voto”.

“Poi il disastroso voltafaccia di Renzi. Una scissione, l’ultima di una lunghissima serie, che ha dimostrato la fragilità e la scarsa credibilità di un partito ingessato, devastato dalle correnti interne. La sortita di Renzi potrebbe far saltare il banco. All’apparenza non sono numerosissimi gli eletti dem in Emilia Romagna pronti ad aderire al nuovo soggetto renziano. Non si sa se per prudenza o per una scelta strategica. Un dubbio certamente grave per Bonaccini che, legato strettamente a Nicola Zingaretti dopo gli anni da bersaniano e quelli da renziano, potrebbe trovarsi attorniato da quinte colonne renziane pronte a svelarsi una volta elette”: ha dichiarato in aula alla Camera il parlamentare leghista    Jacopo Morrone ,  chiedendo al ministro dell’Interno di sollecitare il governatore dell’Emilia Romagna a scegliere la data definitiva.

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