(Sesto Potere) – Ravenna – “Prendiamo atto che secondo Simona Viola, “non c’è un’emergenza sicurezza nella nostra regione”, che la questione degli immigrati si debba risolvere con una loro “regolarizzazione e integrazione” e che delle carceri la colpisca prima di tutto “la questione dei suicidi”. Su questi temi la candidata del centrosinistra invoca “fatti e non slogan da sbandierare”. Ma è vero il contrario: sono proprio i fatti a dirci che in Emilia-Romagna c’è un problema sicurezza e criminalità. Forse, Simona Viola, paracadutata da Milano nella nostra regione per le elezioni, dice così perché non conosce le nostre realtà, le nostre città, le tante criticità”:

a dirlo in una nota è Marta Farolfi, candidata al Senato per il Centrodestra e nel proporzionale per Fratelli d’Italia in Romagna, che replica alle affermazioni di Simona Viola (+ Europa) candidata al Senato per il Centrosinistra, intervenuta su vari temi ad IcaroTv (qui il video completo).

“Affermare che “non esiste un problema sicurezza nella nostra regione” è del tutto surreale, visto che – solo per citare una statistica tra le tante – nella classifica della criminalità stilata nella classifica del ‘Sole 24 Ore’ Bologna e Rimini sono seconde in Italia solo a Milano. E fra le prime 17 figurano altre città dell’Emilia-Romagna, inclusa Ravenna. A lungo Rimini è stata la provincia considerata “meno sicura d’Italia”. Dunque, affermare che il problema sicurezza “non esiste” in Emilia-Romagna vuol dire, quanto meno, sottovalutare il problema. E se si parla di sicurezza non possiamo non parlare della necessità di sostenere con più uomini e mezzi le forze dell’ordine. La nostra posizione è chiara”: afferma la candidata di Fratelli d’Italia.

“Quanto alle carceri della nostra regione – aggiunge Marta Farolfi – il problema è: il sovraffollamento e la sproporzione fra i detenuti stranieri e quelli italiani. Proporre la regolarizzazione, di fatto, di tutti gli immigrati che sbarcano nel nostro Paese, come vuole la sinistra, non è certo la ricetta giusta. Secondo i dati forniti dal procuratore generale di Bologna la percentuale di detenuti stranieri in Emilia-Romagna è quasi del 50% (al 2020) , in leggero calo rispetto al 51% dell’anno precedente o al 60% di qualche anno fa. Ma la situazione è disomogenea tra i diversi istituti di pena e in regione ci sono carceri, con più della metà dei detenuti stranieri (a Piacenza il 62,67% per esempio). La proposta di Fratelli d’Italia al sovraffollamento delle carceri non è l’indulto, come propone da sempre la sinistra, ma la stipula di accordi internazionali con i paesi esteri per permettere il rimpatrio dei detenuti stranieri e far scontare la loro pena nella terra d’origine”: afferma Marta Farolfi.

“Sull’immigrazione, poi, immaginare di accogliere e regolarizzare ogni straniero che raggiunga il nostro Paese, come vorrebbe il centrosinistra, è improponibile. Irrealizzabile. Scollegato dalle stesse norme del diritto internazionale. In ogni Paese del Mondo si entra con regole stabilite e non indiscriminatamente. Su questo la posizione di Fratelli d’Italia è chiara: dobbiamo stabilire con le categorie economiche i flussi per accogliere solo gli immigrati regolari, ammettere i rifugiati e richiedenti asilo che ne hanno diritto in tutti i Paesi europei, oltre che in Italia, e contrastare alla radice il fenomeno della tratta degli esseri umani che alimenta quelle nuove forme di schiavitù che in tanti, anche a sinistra, a parole, condannano. Noi chiediamo soltanto di applicare le giuste contromisure a un problema che rischia di sfuggirci di mano”:

conclude Marta Farolfi, in corsa per Fratelli d’Italia all’uninominale al Senato a Forlì-Cesena e Rimini in rappresentanza di tutto il Centrodestra e al secondo posto nel plurinominale sempre al Senato nel collegio di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna, Bologna e Ferrara.