(Sesto Potere) – Cesenatico – 18 settembre- Bolkestein e Turismo. Fratelli d’Italia organizza per domani lunedì 19 settembre alle 21, al Museo della Marineria di Cesenatico, un incontro pubblico con i candidati alla Camera Alice Buonguerrieri e Galeazzo Bignami.

A moderare l’incontro il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, Sebastiano Padovan.

Due temi che sono al centro del programma di Fratelli d’Italia che a livello locale ha incontrato a più riprese gli operatori turistici locali.

“La direttiva Bolkestein non doveva essere applicata alle concessioni balneari demaniali e per più di un motivo. Il primo? Lo ha detto lo stesso Bolkestein! – ricorda Buonguerrieri – Eppure trentamila aziende italiane sono state letteralmente espropriate da un giorno all’altro avendo investito e contato sulla parola dello Stato. Fratelli d’Italia è sempre stata al fianco delle imprese balneari e continua ad esserlo, perché a differenza della sinistra tutela le imprese e le eccellenze italiane. Se il problema fosse stato veramente il canone di concessione, ben avrebbe potuto questo governo aumentarlo. La verità è che la sinistra tutela di più gli interessi dei gruppi stranieri rispetto alle aziende italiane. Se i cittadini lo vorranno e con il loro voto manderanno al governo Fratelli d’Italia, il nostro impegno sarà quello di impugnare come Parlamento le note sentenze del Consiglio di Stato che ha travalicato le sue competenze, e sospendere nel frattempo le aste.

“La certezza nei rapporti con lo Stato dovrebbe essere scontata – aggiunge Galeazzo Bignami – Ma purtroppo vediamo che non è così, dalle concessioni balneari al bonus 110%, lo Stato cambia le regole a posteriori. Questo non è possibile: un imprenditore non può programmare nulla se ha uno Stato che ogni volta stravolge le carte in tavola, dai canoni alla fiscalità. Ma la pianificazione, e chi fa impresa lo sa bene, è fondamentale. Gli operatori balneari hanno investito per realizzare e sviluppare gli stabilimenti – conclude il parlamentare di Fratelli d’Italia – Se lo Stato decide unilateralmente di revocare le concessioni manda a vuoto quegli investimenti e la storia degli stabilimenti stessi, frutto della fatica degli operatori balneari che hanno riqualificato la costa”.