Edilizia, governo colpisce le aziende. Di Maio (Pd): “Imprese costrette a fare da banca”

(Sesto Potere) – Forlì – 29 luglio 2019 – Dopo l’approvazione lo scorso 27 giugno al Senato, il dl crescita del governo Conte è legge. Non mancano tuttavia le prese di posizione contro alcune norme contenute nel provvedimento giudicate dannose per alcuni comparti della nostra economia. In particolare, nel decreto legge sono state introdotte delle novità sul versante degli ecobonus e dei sismabonus: l’articolo 10, infatti, permette ai cittadini che eseguono lavori di efficientamento energetico o di messa in sicurezza sismica del proprio immobile, di chiedere al fornitore, in alternativa alla detrazione fiscale dal 50% all’85% in 10 anni, uno sconto immediato sulla fattura pari all’importo della detrazione stessa. 

marco di maio

“Con questa norme le imprese del settore edile sono chiamare a fare da banca: non è così che si sostiene il mondo produttivo – attacca il deputato romagnolo del Pd Marco Di Maio, promotore anche di una proposta di legge alternativa in proposito -. In questo modo si rischia di mettere in crisi ulteriore un settore che negli ultimi anni ha già dovuto affrontare serie difficoltà che hanno inciso molto negativamente sui ricavi”.

“A parole tutti vogliono aiutare gli artigiani e le piccole e medie imprese – aggiunge il parlamentare -, ma queste normative vanno nella direzione opposta, avvantaggiando le imprese più redditizie e di grandi dimensioni, provocando una distorsione della concorrenza che penalizza le imprese di dimensioni ridotte”.

“Il governo non lasci cadere nel vuoto anche questo appello e corregga una normativa che rischia seriamente di danneggiare le PMI – aggiunge il deputato -. Faremo proposte per modificare questo intervento inutile e dannoso, ma anche per offrire una alternativa per rendere più fruibili gli ecobonus”.

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