Economia in frenata in Emilia-Romagna, Bevilacqua (Ugl): Al via ‘piano Marshall’ di investimenti per favorire rilancio delle infrastrutture e occupazione”

(Sesto Potere) – Bologna – 13 febbraio 2019 – L’economia emiliano-romagnola nel 3° trimestre del 2018 subisce una frenata, in  particolare  il fatturato estero sconta un rallentamento del valore complessivo delle vendite a fronte e di  ordini  sostanzialmente invariati rispetto al passato. Segno negativo soprattutto per la moda (-1,1%) e , se si escludono  meccanica, manifatturiero, elettrica e mezzi di trasporto in terreno negativo,  gli altri comparti industriali crescono meno della media dell’industria regionale. Con uno stato di sofferenza soprattutto delle Pmi (le Piccole e medie imprese) con una flessione della produzione dello 0,3%.

Tullia Bevilacqua

I dati sono contenuti nell’ultima indagine congiunturale di Unioncamere Emilia-Romagna, in collaborazione con Confindustria e Intesa San Paolo.

“Questa battuta d’arresto non deve essere sottovalutata e se incrociamo i dati di Unioncamere  con le previsioni  Prometeia l’Emilia‐Romagna per il 2019 si profila una frenata del Pil regionale allo 0,7%, superiore alla tendenza del PIL nazionale dello 0,5%. Il rischio è che la nostra regione si allontani dalla locomotiva dell’economia nazionale , che è la Lombardia, attestandosi su performance inferiori a quelle dello scorso anno”: afferma Tullia Bevilacqua , segretario regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna.

Per fronteggiare questa tendenza regressiva il sindacato , oltre ad auspicare un nuovo impulso per l’export dei prodotti Made in Emilia-Romagna, spinge l’attenzione verso la necessità di riavviare infrastrutture e cantieri per alimentare la domanda interna e rilanciare il lavoro.

 “Come Ugl abbiamo lanciato l’idea di un nuovo ‘piano Marshall’ di investimenti  per favorire il rilancio delle  infrastrutture , l’ammodernamento della rete viaria ed idropgeologica , la messa in sicurezza   degli edifici pubblici, soprattutto quelli scolastici e sanitari, così da risollevare l’attività delle Pmi e garantire il riassetto del territorio. Anche in Emilia-Romagna si potrebbero appaltare opere pubbliche e progetti velocemente cantierabili e con investimenti ridotti che permetterebbero di far lavorare le piccole e medie aziende locali (quelle edilizie, ma non

emilia-romagna

solo) e mettere in moto anche l’indotto, ovviamente salvaguardando la tutela delle società in regola e mettendo un freno alla pratica dei sub-appalti”: aggiunge il  segretario regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua .

Secondo il sindacato si tratta di interventi preventivi e da ‘calendarizzare’ secondo un’agenda a crono programma e priorità  che, da un lato, sarebbero fondamentali per evitare di dover governare emergenze  ambientali ,  edilizie e infrastrutturali e, dall’altro , costituirebbero il volano di una più solida ripresa economica.

“Si pensi soltanto ai disagi patiti  non soltanto dalle imprese ma anche da tutti i cittadini  della nostra regione e dei territori limitrofi  provocati dal sequestro del viadotto Puleto ‘ammalorato’ in E45  o dall’interruzione dal traffico lungo la Ravegnana dopo il crollo della diga di S.Bartolo.  Ammodernare l’Italia è una necessità e non deve rimanere un semplice slogan o una mozione di principio”: conclude il  segretario regionale dell’ Ugl Emilia-Romagna, Tullia Bevilacqua .

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