(Sesto Potere) – Forlì, 28 ottobre 2022 – Il vertice della Camera di commercio della Romagna (territorio di Forlì-Cesena e Rimini) – per voce del presidente dell’ente, Carlo Battistini, e del Capo della filiale di Forlì della Banca d’Italia, Giuseppe Genovese, (i due nella foto in alto) – ha presentato i dati economici al 31/08/2022 relativi al territorio di competenza, con approfondimento sulle province di Forlì-Cesena e di Rimini e con le ultime previsioni Prometeia per il 2022, rilasciate a ottobre.

Lo scenario
Il sistema produttivo del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini nei dati di metà anno, pur con tutte le difficoltà dovute allo scenario generale, fa registrare segnali positivi. Molte delle principali variabili economiche, infatti, risultano in crescita: imprese attive e localizzazioni, produzione e fatturato manifatturiero, volume d’affari delle costruzioni, vendite del commercio al dettaglio, fatturato del settore turismo, esportazioni e presenze turistiche.

Lo scenario è accompagnato dalla decisa riduzione delle ore di cassa integrazione, di cui occorre rimarcare il calo di quella ordinaria, ovvero quella più strettamente legata alla pandemia; aumenta, però, la Cig straordinaria, cioè quella maggiormente connessa alle crisi aziendali. Si riscontrano situazioni di difficoltà nel reperimento del personale, soprattutto a tempo determinato, in particolare nei servizi, più accentuate nella provincia riminese, dove il saldo attivazioni-cessazioni risulta essere negativo; positivo, invece, seppur di poco, nella provincia forlivese.

portone sede cdc forlì

Problematiche legate specificamente alle criticità meteo, che investono anche il settore agricolo, che ha dovuto fare i conti con una grave siccità estiva. Situazione differente, poi, per il credito alle imprese, con un lieve incremento a Forlì-Cesena e una diminuzione a Rimini; fondamentale è stato il supporto del Fondo di Garanzia, che, da un lato, ha permesso il pagamento dei debiti contratti e, dall’altro, ha finanziato la ripresa degli investimenti. In tale contesto si inserisce la netta crescita dell’inflazione che, come a livello nazionale e regionale, può rappresentare un freno alla ripresa.

Le ultime stime relative al valore aggiunto del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini per il 2022 sono ancora positive e consentono un sostanziale recupero della situazione pre-Covid (2019), pur con un incremento annuo inferiore a quello regionale e nazionale.
Da evidenziare però che per il 2023 è prevista una sostanziale inversione di tendenza e in area negativa per tutti i livelli territoriali.

I commenti
“Lo scenario generale, come ben sappiamo, è complesso. L’impennata dei costi energetici e dell’inflazione incidono in modo grave sul sistema imprenditoriale. È vero che alcune grandi imprese, soprattutto nel settore industriale, quest’anno batteranno addirittura il record nell’export, ma quelle più piccole, in particolare di commercio, ristorazione e servizi sociali, rischiano di non sopravvivere alla crisi energetica, non potendo aumentare troppo i costi a carico dei clienti – ha dichiarato Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Il nuovo governo si trova di fronte a grandi sfide; in primo piano, quella di fronteggiare le criticità del sistema economico. Proprio al governo chiediamo che tra le misure anti-crisi che metterà in atto ci sia anche una moratoria sui prestiti, come venne fatto per l’emergenza pandemia. Se le banche vengono messe in condizioni di poter sospendere i rimborsi dei prestiti alle famiglie e alle imprese, queste avranno più liquidità e potranno pagare quello che si spera sia un temporaneo aumento delle bollette energetiche. Ci tengo a sottolineare e ringraziare ancora una volta tutti gli imprenditori e le imprenditrici del nostro territorio: è grazie a loro, alla loro capacità di adattarsi e reagire che, come dimostrano i dati, la nostra economia tiene e le stime sul valore aggiunto per il 2022 sono ancora positive”.

“Dall’inizio di luglio le condizioni finanziarie sui mercati internazionali sono diventate più tese: la volatilità si conferma molto elevata e sono ulteriormente cresciuti i rendimenti dei titoli di Stato mentre i corsi azionari hanno continuato a scendere. Prosegue l’apprezzamento del dollaro, riflettendo la più rapida normalizzazione della politica monetaria negli Stati Uniti. Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso due incrementi dei tassi di interesse di riferimento per complessivi 1,25 punti percentuali e si aspetta di aumentarli ancora nelle prossime riunioni, in relazione all’andamento delle prospettive di inflazione e crescita – ha commentato Giuseppe Genovese, Capo della filiale di Forlì della Banca d’Italia, che ha approfondito il tema del credito –. Per quanto riguarda il credito bancario, dopo l’eccezionale sviluppo del 2020, dovuto lo più agli interventi governativi per contrastare gli effetti economici della pandemia, il 2021 è stato un anno di sostanziale invarianza dei volumi erogati dalle banche alle imprese, mentre nell’anno corrente è ripresa l’attività di finanziamento. Per le province di Forlì-Cesena e Rimini, i dati più aggiornati, riferiti ad agosto, fanno rilevare un andamento dei prestiti bancari alle imprese meno intenso rispetto al dato nazionale e regionale. In merito alla qualità del credito, il tasso di deterioramento dei prestiti si mantiene leggermente superiore al dato regionale.”

sede CdC Commercio a forlì

I dati aggiornati del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini
Al 01/01/2022 la circoscrizione territoriale della Camera di commercio della Romagna, che interessa le province di Forlì-Cesena e di Rimini, ha una superficie complessiva di 3.300 kmq e comprende 57 comuni (inclusi i due comuni ex provincia di Pesaro di Montecopiolo e Sassofeltrio); la popolazione residente ammonta a 730.837 abitanti, di cui l’11,6% stranieri.
Nel 2021 la stima del valore aggiunto nominale (dati Istituto Tagliacarne) del territorio Romagna è pari a 20,8 miliardi di euro (+6,3% sul 2020) mentre il valore aggiunto nominale pro capite ammonta a 28.460 euro; l’export complessivo dell’anno 2021 ammonta a 6,6 miliardi di euro (+17,0% annuo).
Al 31/08/2022 risultano attive 71.940 imprese (sedi), in aumento rispetto al 31/08/2021 (+1,1%). L’imprenditorialità è particolarmente diffusa: 98 imprese attive ogni mille abitanti (90 in Emilia-Romagna, 88 in Italia).
I principali settori di attività economica del territorio Romagna sono, nell’ordine, il Commercio (22,9% del totale delle imprese attive), le Costruzioni (15,5%), Agricoltura e pesca (12,0%), Alloggio e ristorazione (10,5%), Industria Manifatturiera (8,3%) e le Attività immobiliari (8,2%).
I numeri pre crisi Covid delineano una realtà imprenditoriale articolata e intraprendente, caratterizzata da importanti specializzazioni e filiere: un mix produttivo composito nel quale alla rilevanza di un solido posizionamento nel settore primario (agricoltura e pesca) e secondario (manifattura) si affianca il ruolo di rilievo del terziario tradizionale (commercio, turismo) e di quello sempre più promettente del terziario avanzato e dei “grandi servizi” (cultura, università, sanità).

In base alle ultime previsioni Prometeia (rilasciate ad ottobre) per il 2022 si stima una crescita annua del valore aggiunto (a prezzi base e costanti) pari al 3,1% (+3,6% Emilia-Romagna, +3,3% Italia), sostanzialmente in linea con quanto previsto negli scenari precedenti (luglio scorso), a fronte di un 2021 archiviato con un incremento del 6,5%. Nota positiva, il recupero con l’anno pre-Covid, con una variazione prevista 2022-2019 pari a -0,1%.

Ma per il 2023 è attesa un’inversione di tendenza, con un valore aggiunto che, sulla base delle ultime stime, dovrebbe segnare una variazione annua del -0,1%, con differenze più marcate rispetto all’Emilia-Romagna (+0,2%) che all’Italia (stabile).