Economia. A Forlì, Cesena e Rimini nel 2020 calo del valore aggiunto del 10,3%, nel 2021 +6,5%

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veduta centro storico di Forlì

(Sesto Potere) – Forlì – 22 ottobre 2020 – Gli ultimi scenari economici (Prometeia – ottobre 2020, su elaborazione dati Sistema Camerale dell’Emilia-Romagna) stimano complessivamente per il 2020 un calo del valore aggiunto (in termini reali) per il territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) pari al 10,3%; il 2021 è previsto in recupero con un +6,5%. Ferme restando le condizioni attuali, lo scenario di ottobre ridimensiona leggermente la gravità delle perdite rispetto allo scenario di luglio per questo difficile 2020, contrassegnato dall’emergenza Covid e dalle sue conseguenze sull’economia. La seconda ondata della pandemia rischia però di compromettere il recupero dei mesi estivi.

Cesena

I dati del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

In base agli ultimi “Scenari per le economie locali” elaborati dal Sistema camerale regionale su dati Prometeia (ottobre 2020) la diminuzione del Valore aggiunto (a valori reali) della Romagna Forlì-Cesena e Rimini, nell’intero 2020, dovrebbe attestarsi attorno al 10,3% (-10,0% Emilia-Romagna, -9,8% Italia). La contrazione del valore aggiunto del territorio riguarda tutti i principali macrosettori: Industria (-13,5%), Costruzioni (-10,5%), Servizi (-9,9%).
L’export è previsto in calo del 17,6% (-11,5% Emilia-Romagna, -12,6% Italia).
Il reddito disponibile delle famiglie è previsto in diminuzione del 3,8% (Emilia-Romagna -3,8%, Italia -3,1%).
Per l’anno in corso, sul fronte del mercato del lavoro si prevede una contrazione del livello degli occupati pari al -2,5%, un tasso di occupazione del 44,3%(presidiati dagli ammortizzatori sociali) e un tasso di disoccupazione del 7,3% (che è previsto passare all’8,1% nel 2021).
Per il 2021 le previsioni indicano un parziale recupero della ricchezza prodotta (+6,5%), analogamente al trend regionale (+7,1%) e nazionale (+6,3%).
In base alle previsioni di ottobre (Prometeia), il calo del Valore aggiunto (a valori reali) della provincia di Forlì-Cesena nel 2020 dovrebbe attestarsi attorno al 9,6%, (Emilia-Romagna -10,0%, Italia -9,8%), con una flessione del valore aggiunto per l’anno in esame comune a tutti i principali macrosettori: -3,7% agricoltura, -13,2% manifatturiero, -10,0% costruzioni, -8,7% servizi.
Mentre, in provincia di Rimini il calo del Valore aggiunto (a valori reali) nel 2020 dovrebbe attestarsi attorno all’11,1% (Emilia-Romagna -10,0%, Italia -9,8%) con una flessione del valore aggiunto per l’anno in esame è comune a tutti i principali macrosettori: -14,0% manifatturiero, -11,1% costruzioni, -11,2% servizi.

Rimini

Il commento

“Siamo tuttora in una situazione complessa e difficile da valutare – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna –. La “fotografia” ad ottobre permette previsioni sulla nostra economia che, però, possono essere fortemente influenzate dagli sviluppi della pandemia Covid-19 e dalla sua “seconda ondata”. Continuano, pertanto, a essere necessarie riletture e revisioni costanti e in tempi più rapidi del consueto, a fronte di uno scenario grave e in continuo mutamento. Ancora una volta la crisi colpisce tutti i settori e tutte le tipologie di imprese, ma si presenta più profonda per le piccole imprese, per i territori a vocazione turistica e per quelli con una più forte presenza di imprese artigiane ed “export-oriented”. I nostri Territori stanno però dimostrando una buona di resilienza e ci avvantaggia essere situati in Emilia-Romagna, una delle regioni che trainano abitualmente lo sviluppo dell’intero Paese. La Camera di commercio della Romagna, consapevole di questa realtà e del suo ruolo, continua a erogare, senza averli mai interrotti, i suoi servizi e le sue funzioni, anzi, ha intensificato il supporto alle imprese, anche con modalità organizzative diverse, grazie all’alta digitalizzazione delle proprie attività. Inoltre, operando in network con il Sistema camerale regionale e nazionale, la Camera della Romagna porta avanti strategie di crescita e sviluppo di medio e lungo periodo, in sinergia con le Istituzioni locali, le Associazioni di Categoria e le Fondazioni presenti nei territori”.