(Sesto Potere) – Rimini – 7 novembre 2022 – Quella che si presenta a Ecomondo (fiera di Rimini, 8 . 11 novembre 2022) è un´Italia che fa registrare buone performance sul fronte della circolarità dei rifiuti, nonostante il quadro europeo suggerisca l´esigenza di un´accelerazione comune, anche a fronte del disallineamento tra crescita e consumo di risorse.

I RIFIUTI DA IMBALLAGGIO NEL 2021
Secondo i dati di CONAI – Consorzio Nazionale Imballaggi, nel 2021 la produzione di rifiuti su territorio nazionale si attesta a circa 180 milioni di tonnellate, con l´8% rappresentato da rifiuti da imballaggi. Confermato dunque il trend di crescita, con il 73,3% del totale degli imballaggi immesso nuovamente al consumo. Un dato che supera dello 0,5% un risultato del 2020 già significativo e superiore alla media europea. In termini assoluti si tratta di 10 milioni 550mila tonnellate di materiali. Inoltre, se al dato dell´avvio a riciclo sommiamo quelle del recupero energetico, i numeri crescono ulteriormente e nel 2021 l´Italia supera l´82% di imballaggi recuperati, ossia più di 11 milioni e 800mila tonnellate. Il tutto in un anno di forte ripresa dei consumi, che ha visto aumentare in modo esponenziale il consumo di packaging, oltre 14 milioni di tonnellate, circa l´8,5% in più rispetto all´anno precedente.

MATERIALI E RETI DI RECUPERO
Per quanto riguarda le singole categorie di imballaggi nel 2021 i materiali che avviati al riciclo rispetto al totale immesso al consumo sono, nell´ordine, carta e cartone con l´85,1% per un totale di 4 milioni 469mila tonnellate (kton), vetro 76,6% (2183 kton), acciaio 71.9% (390 kton), alluminio 67,5% (53 kton), legno 64,7% (2.198 kton) e plastica 55,6% (1264 kton). L´attività di recupero e riciclo degli imballaggi è stato determinato dalla collaborazione tra la rete dei consorzi di filiera che fanno capo al CONAI (e che hanno recuperato il 50%

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LA DISTRIBUZIONE TERRITORIALE
Con riguardo alle diverse aree del Paese sempre nel 2021, a fronte di una flessione del 2,5% di imballaggi conferiti al Nord – e determinata soprattutto da un calo nei conferimenti di acciaio e alluminio dovuto alle quotazioni favorevoli del rottame ferroso – che hanno reso più conveniente affidare i metalli al libero mercato, registriamo per compenso una crescita al Centro (+4,5%) e al Sud (+4,4%).

IL CONSUMO PRO-CAPITE
In un profilo macro a livello europeo contraddistinto da dati negativi sull´economia circolare, l´Italia registra comunque segnali positivi se comparati a quelli della concorrenza su diversi fronti secondo il quarto Rapporto nazionale sull´economia circolare, riferito al 2022 e realizzato dal CEN (Circular Economy Network), la rete promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile assieme a un gruppo di aziende e associazioni d´impresa in collaborazione con Enea. A partire dal consumo di materiali pro-capite, dove i dati indicano che nel 2020 (ultimo anno di dati disponibile), sono state consumate circa 13 tonnellate. Qui l´Italia si attesta a 7,4 tonnellate per abitante, collocandosi prima di Francia (8,1), Spagna (10,3), Germania (13,4) e Polonia (17,5) e arrivando a 3,5 euro di PIL per ogni kg di risorse consumate, il 60% in più rispetto alla media europea.

IL RICICLO DEI RIFIUTI
Sempre sullo stesso rapporto si legge come l´Italia regga l´urto anche sul fronte complessivo dei rifiuti, registrando il dato più elevato tra i Paesi UE con il 68%. Negli ultimi quattro anni, il nostro paese è quello che è riuscito a destinare al riciclo la quota maggiore di rifiuti speciali proveniente da industrie e aziende, ossia un 75%, mentre per quanto riguarda i rifiuti urbani l´obiettivo è di passare gradualmente dal 54,4% dell´ultima rilevazione al 65% nel 2035.