Dopo il lockdown corsa a prestiti (+12,6%) e mutui (+13,3%) per gli italiani

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(Sesto Potere) – Bologna – 10 luglio 2020 – Dopo l’inevitabile frenata registrata nel mese e mezzo successivo al varo del lockdown disposto dal Governo per contenere la diffusione della pandemia di Covid-19, le famiglie italiane hanno ripreso a rivolgersi agli istituti di credito per finanziare i propri acquisti e l’investimento sulla casa.

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Nello specifico, la dinamica in atto registrata da CRIF (azienda globale specializzata in sistemi di informazioni creditizie con sede a Bologna) sul proprio Sistema di Informazioni Creditizie ha mostrato un progressivo recupero che si è concretizzato compiutamente nel mese di giugno, quando il numero di richieste di prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto, moto, arredamento, elettronica, elettrodomestici, impianti per l’efficientamento energetico della casa, spese mediche, palestre, tempo libero, etc.) e di mutui immobiliari e surroghe sono tornati in territorio positivo, facendo segnare rispettivamente un incoraggiante +12,6% e +13,3% rispetto al corrispondente mese del 2019.

Diversamente, le richieste di prestiti personali ancora stentano a tornare sui volumi dell’anno scorso malgrado nel mese di giugno si sia registrato un evidente cambio di passo, con i volumi che nell’ultima settimana del mese sono tornati al di sopra di quelli che si registravano nel periodo pre lockdown.

LA DINAMICA DEI MUTUI
La positiva performance fatta registrare dai mutui immobiliari nell’ultimo mese è frutto sia del progressivo recupero delle richieste di mutui d’acquisto dopo molte settimane di sostanziale stallo del mercato, sia del fermento che si registra nella componente delle surroghe e sostituzioni, stimolate da tassi ancora molto contenuti e da condizioni decisamente vantaggiose.
Dal Barometro CRIF emerge un andamento positivo anche per l’importo medio richiesto, che relativamente al singolo mese di giugno è risultato pari a 133.071 Euro, con un aumento del +2,4% rispetto allo stesso mese del 2019. Relativamente alla distribuzione delle richieste per fascia di importo, le preferenze degli italiani si sono concentrate prevalentemente nella classe compresa tra 100.001 e 150.000 Euro, con una quota pari al 29,9% del totale.
Per quanto riguarda invece la distribuzione per classe di durata dei mutui, complessivamente il 75% delle richieste prevede un piano di rimborso superiore ai 15 anni.

L’ANDAMENTO DELLE RICHIESTE DI PRESTITI
Nel complesso i prestiti finalizzati sono la forma tecnica che ha maggiormente risentito delle misure restrittive disposte dal Governo ma, al contempo, sono anche quella che ha mostrato una capacità di recupero più robusta e veloce. I prestiti personali, invece, sono quella che complessivamente ha risentito maggiormente della situazione emergenziale, con le famiglie che hanno adottato un atteggiamento estremamente prudente.
La cautela delle famiglie in questa specifica fase trova conferma anche nell’andamento dell’importo richiesto, che nel mese di giugno ha visto una flessione sia per i prestiti finalizzati, che vedono il valore medio diminuire del -14% rispetto al giugno 2019 per assestarsi a 6.981 Euro (anche se va detto che il mese di riferimento aveva fatto registrare il record assoluto degli ultimi 10 anni), sia per i prestiti personali (che si fermano a 12.438 Euro in virtù di una flessione del -2,1%).

Nel complesso, le preferenze degli italiani si sono concentrate prevalentemente nella classe di importo inferiore ai 5.000 Euro, che arriva a spiegare addirittura il 62,4% delle richieste di prestiti finalizzati e il 31,2% di quelli personali.
Per quanto riguarda la durata dei prestiti richiesti, infine, per quelli finalizzati gli italiani si sono orientati prevalentemente su piani di rimborso inferiori ai 12 mesi, con una quota pari al 23,7% del totale, mentre per quelli personali le durate superiori ai 5 anni arrivano a spiegare il 45,3% del totale.

IL COMMENTO
“La pandemia di Covid-19 ha determinano profondi cambiamenti nei comportamenti di acquisto e nella pianificazione finanziaria delle famiglie, con effetti che potrebbero perdurare anche nel prossimo futuro. In particolare, l’impetuoso sviluppo dei canali digitali è destinato ad accelerare in modo drammatico l’evoluzione di molti processi anche nel banking”: commenta Simone Capecchi, Executive Director di CRIF.

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