Doping, operazione del Nas: sgominata organizzazione. Denunce e sequestri in Emilia-Romagna

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(Sesto Potere) – Roma – 24 dicembre 2020 – All’esito di articolate indagini svoltesi tra il 2017 e il 2019 sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma e coordinate dei Procuratori Aggiunti Dott.ssa Nunzia D’Elia e Lucia Lotti e dai Sostituti Procuratori Dott.ssa Maria Bice Barborini e Dott. Luigi Fede, i militari della Sezione Operativa Centrale del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di 11 misure cautelari personali emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma (2 provvedimenti restrittivi agli arresti domiciliari, 5 obblighi di dimora nel comune di residenza e 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria) e a 22 decreti di perquisizione locale e personale.
E’ stata disarticolata un’associazione per delinquere, di natura transnazionale, finalizzata al traffico di sostanze dopanti e anabolizzanti, anche a effetto stupefacente, con basi operative a Roma e Malta e centri di distribuzione locale ubicati in tutto il territorio nazionale (Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia e Campania).

Il GIP, condividendo l’impianto investigativo delineato dalla Procura Capitolina che ha diretto i militari della Sezione Operativa Centrale del Reparto Operativo, ha infatti ritenuto sussistenti nei confronti degli 11 destinatari delle misure cautelari, tutti italiani, gli elementi costitutivi di una stabile struttura associativa –
aggravata dalla transnazionalità – con ruoli e compiti suddivisi e determinati, attiva nel traffico internazionale di sostanze dopanti e stupefacenti estremamente pericolose per la salute.

Le indagini sono state avviate, nel 2017,  hanno visto il coinvolgimento, nel complesso, di 58 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di gravi reati che vanno dal reato associativo, aggravato dalla transnazionalità e finalizzato a una pluralità di condotte criminose connesse con l’importazione e la commercializzazione illecita di medicinali, sostanze dopanti vietate e di stupefacenti, alla falsificazione di documenti e di ricette mediche impiegati per l’approvvigionamento delle medesime sostanze medicinali, con gravissimi rischi per la salute degli assuntori.

Le sostanze dopanti, una volta illecitamente importate dall’estero in Italia, venivano commercializzate sul territorio nazionale attraverso vari centri di distribuzione da nord a sud e spedite mediante ignari corrieri all’interno di plichi anonimi o recanti intestatari fittizi, per essere poi destinate a sportivi e atleti, sia professionisti sia amatoriali, che le assumevano per migliorare le proprie prestazioni agonistiche, come peraltro riscontrato in occasione di mirati controlli antidoping effettuati in competition e out competition dai militari specializzati del NAS in collaborazione con NADO ITALIA e con la Sezione Vigilanza sul Doping del Ministero della Salute.

Ingenti e variegate le quantità e le tipologie di sostanze dopanti sequestrate nel corso delle indagini, che, oltre a 17 sequestri, hanno permesso di ricostruire più di 300 episodi di commercializzazione per complessive 14.000 confezioni (fiale, compresse e polveri, preparate in pericolose miscele), di cui 700 stupefacenti
(segnatamente riferite al nandrolone), 8.000 miscele di testosteroni, 4.000 confezioni di GH (ormone della crescita) ed EPO (eritropoietina) e 1.300 di altri tipi di ormoni, per un volume di affari di circa 1.000.000 di euro.