(Sesto Potere) – Cesena – 27 dicembre 2021 – Tra settembre 2020 e settembre 2021, calo del 7,8% dell’occupazione femminile indipendente, a fronte del meno 6,1% registrato dalla componente maschile. Trend negativo anche sul fronte del fatturato delle imprese guidate da donne con una diminuzione di 4,4 punti inferiore rispetto alla media.

Lo rimarca Donne Imprese Confartigianato Cesena,  presieduto da Fulvia Fabbri. E non va meglio per quanto riguarda gli impegni familiari dove le donne, nel ruolo di genitore, a causa della chiusura delle scuole durante la pandemia hanno sopportato un carico di lavoro doppio rispetto agli uomini.

“Le imprenditrici  – afferma la presidente di Donne Impresa Confartigianato Cesena  – hanno pagato il prezzo più alto della crisi pandemica, ma hanno anche saputo affrontare le difficoltà con eccezionali capacità di resilienza, problem solving, abilità multitasking. Su queste doti tipicamente femminili dobbiamo continuare a far leva per essere artefici del nostro futuro. Ce lo ha rimarcato anche lap residente di Donne Impresa Confartigianato nazionale, Daniela Biolatto,  durante l’incontro di fine anno con tutte le rappresentanze territoriali nel corso del quale è stato fatto il punto sulle tendenze della ripresa 2021-2022”.

donne al lavoro

“Una notizia positiva – prosegue Fulvia Fabbri – è la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta proprio in questi giorni, del Fondo per l’imprenditoria femminile. “Dovremo coglierne tutte le opportunità per rilanciare le attività d’impresa guidate dalle donne ed uscire da una situazione che ha gravemente penalizzato le imprenditrici. L’Italia, tuttavia,  è al primo posto in Europa per il maggior numero di imprese a conduzione femminile,più di un milione e 300mila.

Se l’Italia è il ‘Paese dell’anno’, come ha decretato ‘The Economist’, questo numero dimostra che il merito è anche delle donne e della loro grande capacità di reagire e affrontare un momento così difficile come quello vissuto con la pandemia. Ma con il Pnrr il Governo deve essere abile a intervenire sugli aspetti che possono colmare i gap riguardanti la conciliazione lavoro-famiglia e più in generale in tema di welfare che penalizzano in particolare le donne che svolgono attività indipendente”.