Dl migranti. Morrone (Lega): “provvedimento indecente”

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Morrone

(Sesto Potere) – Forlì – 3 dicembre. “Sono incommensurabili i danni che il decreto ‘clandestini’ arrecherà al Paese. Il governo ha sposato la politica immigrazionista del Pd e della sinistra, azzerando qualsiasi provvedimento teso a limitare le ondate migratorie, le espulsioni, i rimpatri. Nei fatti chiunque potrà rimanere in Italia a spese dei contribuenti, con buona pace della sicurezza ma anche con ricadute negative nel mondo del lavoro, in particolare quello meno qualificato. Ma dentro questo provvedimento indecente sono inserite anche altre misure pasticciate e, per questo, preoccupanti. Una di queste ridefinisce il ruolo del Garante nazionale dei detenuti senza chiarirne gli effetti applicativi e sostanziali”. lo afferma in una nota il parlamentare forlivese della Lega Jacopo Morrone.

“Non si discute sulla funzione svolta da questo organismo come garante dei diritti dei detenuti, ma siamo perplessi su quale sia, nel concreto, il ruolo del ‘nuovo Garante’ e quali siano i veri obiettivi che si celano dietro questo cambio di denominazione. Sul tema ho presentato un ordine del giorno alla Camera dove chiedo di chiarire gli effetti applicativi delle misure introdotte dalla nuova normativa. I dubbi vertono sul confuso allargamento dei ‘poteri’ del Garante in altre aree non meglio identificate. Se il Garante da figura istituzionale e super partes dovesse trasformarsi nell’ennesimo organismo politicizzato e ideologicamente ascrivibile a un’area permeata dalle solite retoriche immigrazioniste e ‘svuotacarceri’, perderebbe credibilità, risultando superfluo e dannoso”: aggiunge Morrone.

“In realtà, già l’attuale Garante sembra aver imboccato una strada di sostegno all’accoglienza indiscriminata e di tutela più dei privilegi che dei diritti dei carcerati, mettendo in discussione la propria imparzialità nel garantire l’osservanza del buon andamento in ambito carcerario per deviare in un campo molto più scivoloso. E questo non è certamente positivo né per la risoluzione dei problemi concreti che affliggono gli Istituti carcerari, né per la tutela di chi ne garantisce quotidianamente la sicurezza, operando in situazioni di estrema difficoltà, ovvero la Polizia penitenziaria”: conclude il deputato romagnolo della Lega.