(Sesto potere) – Bologna- 5 novembre 021 – Proseguono i tavoli di confronto Regionali promossi da Motore Sanità insieme a Diabete Italia, per fotografare quella che è la situazione attuale del diabete nel nostro Paese. 

Questa volta le Regioni prese ad esame sono state l’Emilia-Romagna, la Toscana e il Lazio. Per ciascuna di esse clinici (specialisti e medici di medicina generale), istituzioni, caregiver, farmacisti e pazienti sono intervenuti, portando ad esempio best practice e sottolineando le problematiche rilevate, con il comune intento di migliorare la vita dei pazienti e delle loro famiglie. 

“Ben vengano questi eventi di confronto tra le varie voci che riguardano la diabetologia”, ha commentato  Concetta Suraci, Past President Diabete Italia, nel corso del webinar in questione, dal titolo La pandemia diabete in Emilia-Romagna : modelli organizzativi e criticità gestionali“. 

“A mio parere, fanno parte di tutto ciò che c’è stato di positivo – con la telemedicina e con la gestione e da remoto – che l’emergenza Covid ha sollecitato”.

Dello stesso parere Roberta Mori, Consigliere IV Commissione Politiche per la Salute e Politiche Sociali Regione Emilia-Romagna: “In Emilia-Romagna ascoltiamo e sosteniamo il Terzo settore e l’associazionismo diffuso – ha dichiarato la Consigliera – e lavoriamo affinché questo impegno si traduca in servizi sociosanitari accessibili, equi e capaci di assicurare insieme alla cura e ad una presa in carico olistica e al contempo personalizzata, anche il protagonismo informato dei pazienti con cronicità diabetica.”


“La disponibilità di farmaci innovativi per i bambini e tutte le persone affette da diabete mellito in regione – ha poi sottolineato Mori nel suo intervento – sarà accompagnata da una formazione adeguata sull’uso del medicinale rivolta non solo a operatrici e operatori sanitari e sociosanitari ma anche ai caregiver familiari.” Secondo la Consigliera regionale proprio alle bambine, bambini e adolescenti e alle madri caregiver che hanno sofferto in modo acuto le difficoltà dell’emergenza sanitaria Covid, va offerta un’attenzione in più in termini di prossimità delle strutture e di un’assistenza multidisciplinare. “Co-morbilità e cronicità sono sfide da affrontare senza indugio, anche in età pediatrica – ha proseguito – in tal senso, il percorso della medicina e della salute di genere che pure in ambito diabetologico ha visto approfondimenti e ricerche di grande importanza, deve diventare prassi terapeutica e cultura condivisa.”