(Sesto Potere) – Riccione – 10 gennaio 2022 – E’ stato rinvenuto la mattina del 7 gennaio sulla spiaggia di Riccione all’altezza circa della zona 31, un delfino spiaggiato.

L’amministrazione comunale comunica di aver “subito interessato” l’ufficio Ambiente che raccoglie e monitora i dati trasmessi dalla Capitaneria di Porto agli uffici competenti “al fine di controllore i fenomeni lungo la costa riccionese”.

“Il mammifero morto da qualche giorno, ad un primo sommario esame, non presenterebbe i segni di incidenti con mezzi o imbarcazioni. Stando ai dati in possesso dell’Amministrazione, così come confermato dai tecnici dell’Ambiente, la carcassa spiaggiata di un delfino è un evento eccezionale, quindi non frequente sul litorale di Riccione, ma rimane un fenomeno fisiologico. L’ultimo delfino rinvenuto risale al 2020, quasi un anno e mezzo fa. Ad un’analisi fotografica si potrebbe trattare di un delfino adulto, morto per cause naturali correlate alle condizioni del mare degli ultimi giorni”: spiega in una nota l’Ufficio Stampa del Comune di Riccione.

A sua volta la  Fondazione Cetacea Onlus, organizzazione senza scopo di lucro con sede a Riccione nata nel 1988 con l’impegno di tutelare l’ecosistema marino soprattutto adriatico riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna come Centro di Educazione Ambientale, spiega nella sua pagina social, con tanto di fotografie (qui nella pagina): “Siamo stati chiamati dalla Capitaneria di porto per un sopralluogo su di un delfino, spiaggiato al Bagno 33 di Riccione. Abbiamo, con estremo dispiacere, verificato trattarsi di un Tursiope di 270 cm di lunghezza, un maschio. Le sue condizioni (massa corporea e dentatura) lasciavano pensare ad un individuo in piena salute. Purtroppo, ad un esame ravvicinato, si notava un pezzo di rete da posta attorcigliato alla coda. Evidentemente potrebbe significare la cattura in una rete”.

“Abbiamo subito comunicato con gli enti scientifici (IZSLER ER e Università di Padova) per predisporre una necroscopia. L’Università di Padova, sede del CERT, è venuta a recuperarlo dopo che avevamo provveduto a trasportarlo in un luogo più agevole, grazie all’aiuto di un mezzo della ditta CRT, che ringraziamo”: spiega ancora la Fondazione Cetacea.