(Sesto Potere) – Forlì – 22 novembre 2021 – C’era anche un folto gruppo di Italia Viva della provincia di Forlì-Cesena alla tre giorni organizzata alla stazione Leopolda a Firenze da Matteo Renzi.

“Il consueto incontro dedicato all’approfondimento politico, ai temi di attualità e al futuro del Paese, si è rivelata ancora una volta un successo con migliaia di persone provenienti da tutta Italia. Nel pieno rispetto delle norme anti-Covid. La Leopolda è propulsore di energia positiva, niente a che vedere con certe narrazioni spregevoli che vengono fatte da alcuni politici e mass media – affermano i coordinatori provinciali, Sara Biguzzi e Tommaso Pirini (nella foto qui a lato) -; chi c’è stato almeno una volta sa che qui si trovano donne e uomini di ogni età, propositivi ed entusiasti di poter dare il proprio contributo al dialogo politico”. 

Tra le attività più importanti della tre giorni, anche il confronto con deputati e senatori su temi specifici.

“Dallo spazio al fisco, dall’ambiente alla cultura, dalle fake news all’innovazione digitale sono stati oltre 40 i tavoli di lavoro proposti dai nostri amministratori locali e parlamentari  – affermano Biguzzi e Pirini -, tra cui il romagnolo Marco Di Maio”.

Anche quest’anno molti i temi e i relatori che si sono alternativi sul palco: dalla compartecipazione dei lavoratori agli utili dell’impresa con Tonino Gozzi, al rapporto squilibrato tra potere esecutivo e giudiziario in Italia con Sabino Cassese, Giandomenico Caizza e Carlo Nordio, anche a seguito delle nefandezze accadute col caso Open.

Inoltre è stato sottolineato “con grande orgoglio” dalla ministra Elena Bonetti la realizzazione del Family Act con l’assegno unico per i figli dal 2022, obiettivo nato proprio sul palco della Leopolda, e la fedeltà al governo Draghi, fortemente voluto da Italia Viva, quando tutti parlavano di crisi inspiegabile ed irresponsabile.

“La direzione dunque per la politica italiana deve essere quella di dare coraggio ed ambizione nel garantire un’Europa adeguata alle sfide presenti e future, un’Europa della competenza e dell’accoglienza, che non permetta gli orrori a cui assistiamo al confine della Polonia, ma che abbia forza e autorità nella geopolitica globale”: concludono Sara Biguzzi e Tommaso Pirini.