Delegazione in prefettura per regolarizzare i migranti

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delegazione dal prefetto

(Sesto Potere) – Forlì – 14 maggio 2020 – Oltre 1600 cittadini e associazioni (140 in tutto: da Emergency a Libera, passando per Cgil e Magistratura democratica) prevalentemente delle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna si sono mobilitati con un apposito appello per la regolarizzazione universale delle persone migranti presenti sul territorio nazionale in condizione di non volontaria irregolarità.

delegazione dal prefetto

A detta di costoro si tratta di: “una misura necessaria e non più rinviabile ispirata a giustizia, umanità, legalità, sicurezza, poiché è intollerabile che più di 600.000 persone prive di permesso di soggiorno siano trattate come moderni schiavi ai quali sono negati i diritti fondamentali, dalla dignità ad un lavoro regolare e non sfruttato e sottopagato, dalla casa alla tutela sanitaria.”

“L’attuale situazione favorisce gli interessi delle mafie, dei caporali e degli imprenditori disonesti, favorisce l’evasione fiscale e contributiva, alimenta l’insicurezza, crea una diffusa illegalità. Anche sotto il profilo sanitario e della salute individuale e collettiva non è accettabile che vi siano oltre 600.000 persone a rischio di contagio, attivo e passivo”: aggiungono associazioni e cittadini firmatari dell’appello.

prefettura forlì

L’iniziativa è stata condivisa anche da alcuni partiti ed enti locali: PD Folivesese, Forlì & Co, éVIVA FC, Ravenna in Comune, Art. 1 Ravenna, Art.1 Cesena, Associazione giovani democratici Faenza, Comune di Santa Sofia e Comune di Bertinoro.

Una delegazione (vedi foto, ndr) è stata ricevuta dalla Vice Prefetto Vicaria Dottoressa  Giovanna Longhi, alla quale è stato consegnato il documento elaborato dalle associazioni, per essere consegnato ai Ministeri competenti, l’elenco delle Associazioni Iscritte, l’elenco dei Gruppi consiliari, e l’elenco dei singoli firmatari.

“La misura approvata dal Governo (l’emersione annunciata di 200mila irregolari, ndr), nonostante gli evidenti sforzi di mediazione, rappresenta un compromesso al ribasso, frutto di estenuanti mediazioni politiche, lontano da una soluzione strutturale e definitiva al problema” e si giudica “una legislazione fortemente inadeguata (è ancora in vigore la Bossi- Fini, con i suoi meccanismi infernali e impraticabili)” con una “diseguale distribuzione della ricchezza, un modello economico che sacrifica alla divinità pagana del profitto la dignità, i diritti, la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori”.

“A fronte di queste preoccupazioni chiediamo che il dibattito parlamentare assuma la necessita’ urgente e non piu’ rinviabile di una regolarizzazione universale dei migranti che restituisca prima di tutto la dignita’ alle persone”: è l’appello delle associazioni e dei cittadini firmatari dell’appello.

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