Dazi Usa, penalizzati vino, cibo e prodotti emiliani

(Sesto Potere) – Bologna – 7 agosto 2019 –  Ci sono 4,5 miliardi di esportazioni Made in Italy, soprattutto vino e cibo, molti prodotti tipici dell’Emilia-Romagna, nella black list di prodotti sulla quale applicare un aumento delle tariffe all’importazioni fino al 100% del valore attuale elaborata dal Dipartimento del Commercio statunitense (USTR) nell’ambito dello scontro sugli aiuti al settore aereonautico che coinvolge l’americana Boing e l’europea Airbus.

parmigiano reggiano

È quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna dopo la decisione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di imporre nuovi dazi del 10% sulle importazioni di beni dalla Cina per un valore di 300 miliardi di dollari a partire dal primo settembre con il rischio di un effetto valanga sul commercio internazionale che ha fatto crollare le borse.

Nella black list ufficiale pubblicata sul registro Federale Usa ad essere maggiormente colpiti sono nell’ordine la Francia, l’Italia e la Germania e non c’è dubbio che a pagare il conto più salato per il Belpaese sia il Made in Italy agroalimentare con – spiega Coldiretti Emilia Romagna – vini, formaggi, salumi, pasta, olio extravergine di oliva, agrumi, olive, uva, marmellate, succhi di frutta, pesche e pere in scatola, acqua, superalcolici e caffè, ma anche la moda, i materiali da costruzione, i metalli, le moto e la cosmetica.

In gioco – sottolinea la Coldiretti – ci sono settori di punta dell’agroalimentare nazionale in Usa a partire dal vino che con un valore delle esportazioni di 1,5 miliardi di euro nel 2018 è il prodotto Made in Italy più colpito, l’olio di oliva le cui esportazioni nel 2018 sono state pari a 436 milioni, la pasta con 305 milioni, formaggi con 273 milioni, secondo lo studio della Coldiretti

falso parmigiano

Il risultato è che sul mercato americano – precisa la Coldiretti – appena l’1% in quantità dei formaggi di tipo italiano consumati ha in realtà un    legame con la realtà produttiva tricolore mentre il resto è realizzato sul suolo americano.

Sono proprio gli Stati Uniti  – ricorda Coldiretti –  i principali creatori di falsi tarocchi Made in Italy con il quantitativo record di 2,4 miliardi di chili all’anno venduti anche con nomi che richiamano esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese senza averci nulla a che fare, dalla mozzarella alla ricotta, dal provolone all’asiago, dal parmesan al romano ottenuto però senza latte di pecora.

La produzione di imitazioni dei formaggi italiani in Usa secondo l’analisi Coldiretti su dati USDA ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni ed è realizzata per quasi i 2/3 in Wisconsin e California, mentre lo Stato di New York si colloca al terzo posto. In termini quantitativi in cima alla classifica – precisa la Coldiretti – c’è la mozzarella con 1,89 miliardi di chili, seguita dal parmesan con 204 milioni di chili, dal provolone con 180 milioni di chili, dalla ricotta con 108 milioni di chili e dal Romano con 26 milioni di chili.

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