(Sesto Potere) – Longiano – 24 novembre 2021 – Sabato 27 novembre alle ore 16.30 secondo appuntamento con gli eventi collaterali della mostra “le pagine di Dante- chicche dantesche della collezione Angelucci” e nella bellissima Sala dell’arengo sarà proiettato il documentario “Dante e la commedia nella storia del cinema” alla presenza dell’autore Fabio Melelli che insieme a Michele Patucca lo ha realizzato .

Un grande momento di confronto su tutto quello che la cinematografia ha realizzato intorno alla figura di Dante e alla Divina Commedia. Nel documentario viene analizzata la ricca filmografia ispirata a Dante e alla Divina Commedia, dagli anni del Muto fino ai giorni nostri. Particolare attenzione viene riservata a due film del 1911, dedicati alla prima cantica del poema dantesco: L’Inferno della Milano Films e L’Inferno della Helios Film, due opere completamente diverse ma capaci tutte e due di rimanere scolpite nella storia del cinema. La prima per la magnificenza della messa in scena, i primitivi movimenti di macchina e la durata per l’epoca eccezionale, la seconda per la secchezza del racconto e l’arditezza delle immagini, ricche di nudi maschili e femminili. 

Ma l’opera del sommo poeta- ci ricorda il lavoro di Melelli e Patucca– è al centro anche di diversi film di produzione estera, come i due film hollywoodiani dal titolo Dante’s Inferno, rispettivamente del 1924 e del 1935 o il recentissimo La casa di Jack del danese Lars Von Trier. 

L’immaginario dantesco è presente in film che rielaborano la materia letteraria di partenza in chiave immaginifica e fantasmagorica, come Maciste all’inferno, un film di Guido Brignone del 1926- noto soprattutto per essere stato il primo film visto al cinema dal piccolo Federico Fellini– rifatto con lo stesso titolo, e qualche sostanziale modifica, nel 1962 da Riccardo Freda.

Ma il documentario affronta anche aspetti legati alle sperimentazioni e alle avanguardie artistiche, analizzando il film d’arte The Dante Quartet di Stan Brackage, astratta sintesi di appena 6 minuti dell’intero poema dantesco, e la serie televisiva A Tv Dante, coraggiosa contaminazione di linguaggi e modalità comunicative diverse, affidata a due cineasti irregolari come Peter Greenaway-con la collaborazione di Tom Phillips– e Raoul Ruiz.

Non può mancare naturalmente Totò, protagonista di Totò all’inferno, e Totò al giro d’Italia, in cui compare addirittura Dante Alighieri, interpretato da Carlo Ninchi, che aspetta nel regno delle anime l’arrivo di Totò che scende a patti con un diavolo di seconda classe per vincere la corsa del titolo e conquistare così il cuore della bella Isa Barzizza.

Fabio Melelli insegna Storia del cinema italiano presso l’Università per Stranieri di Perugia. Giornalista e autore di numerose pubblicazioni, saggi scientifici e vincitore del quiz “C’era due volte…lascia o raddoppia?” nella categoria storia del cinema. Nel 2014 ha vinto il premio Domenico Meccoli “Scriveredicinema”.
È presidente della giuria del concorso internazionale per cortometraggi A corto di libri ed è membro della giuria del Festival del doppiaggio Voci nell’Ombra.
Tra le sue ultime pubblicazioni si ricordano: Sergio Leone e il western all’italiana, tra mito e storia (Morlacchi, 2010), Kiss kiss…Bang bang. Il cinema di Duccio Tessari (Bloodbuster, 2012), I film di Aldo Fabrizi (Gremese, 2016), Il doppiaggio nel cinema europeo (Bulzoni, 2018), Il gatto nel cervello di Lucio Fulci (Bloodbuster, 2020) e Cafè Express. Viaggio in treno al termine della notte (Artdigiland, 2021).

La Fondazione Tito Balestra onlus consiglia  al pubblico di arrivare un po’ prima, il tempo per visitare la mostra dedicata a Dante  e l’imperdibile collezione del 900 tra le più prestigiose e importanti della Regione Emilia Romagna.

Il prossimo appuntamento con gli approfondimenti danteschi è sabato 4 dicembre  con l’illustratore americano George Cochrane che presenterà il suo prezioso manoscritto miniato e illustrato  della Divina Commedia edito da facsimile finder.

Info e prenotazioni 0547665850 info@fondazionetitobalestra.org ingresso libero con prenotazione consigliata. 
Il Museo d’arte Fondazione Tito Balestra si attiene alle normative vigenti per il contenimento Covid 19.