Dante Alighieri in Appennino è vivo. E il Parco nazionale tosco emiliano lo racconta

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(Sesto Potere) – Val D’enza – 17 marzo 2021 – Foto e descrizioni di un Appennino di 8 secoli fa. Scrittore d’eccezione, Dante Alighieri. Il Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano (che interessa le province di Massa-Carrara, Lucca, Reggio Emilia e Parma) rivendica la presenza nella vita e nelle opere del Sommo Poeta a 7 secoli dalla morte. “Bismantova e la Lunigiana sono parte della narrazione fondante della lingua italiana, la Divina Commedia, e della vita del suo autore, Dante Alighieri, che fu anche, proprio qui, alfiere di pace – spiega Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale dell’Appennino -. Nostro compito è tutelare, oltre ai valori naturalistici, anche quelli antropologici e naturali, pertanto è doveroso costruire l’appuntamento di giovedì 25 marzo”.

Dantedì on line
Infatti, alle ore 20.45, si terrà un singolare webinar in occasione del Dantedì – giornata nazionale proclamata dal ministero dei beni culturali – dedicato al Poeta. L’incontro a titolo “Dante Alighieri, tra Lunigiana e Bismantova”, organizzato da Parco nazionale, dalla Riserva di Biosfera Appennino tosco-emiliano in collaborazione con il Comune di Castelnovo ne’ Monti (RE) e il Comune di Mulazzo (MS), celebrerà i 700 anni dalla scomparsa, avvenuta il 14 settembre 1321. Claudio Novoa, sindaco del Comune di Mulazzo ed Emanuele Ferrari, vicesindaco di Castelnovo ne’ Monti racconteranno I Luoghi danteschi in Appennino. A seguire la presentazione in anteprima del libro: “Bismantova, la Montagna del Purgatorio” (Corsiero Ed., 2021) a cura degli autori, Clementina Santi e Giuseppe Ligabue.
Si potrà seguire l’incontro dalla pagina Facebook del Parco nazionale dell’Appennino tosco emiliano oppure collegandosi al link https://zoom.us/j/95141630370?pwd=eGx5RkJ1RTZkRnB5MFFsQVdSVUp4dz09.

Appennino Tosco Emiliano

Dante, tracce ancora attuali e progetti in corso

La presenza di Dante in Lunigiana è legata all’ incarico, che il Poeta ebbe dai Malaspina, di trattare, per loro conto, la pace del 1306 e mettere così fine ai contrasti secolari tra la casata lunigianese ed i vescovi di Luni, per la spartizione della controversa eredità degli Obertenghi. Ancora oggi il Museo dantesco lunigianese a Milazzo (MS), oggi Casa di Dante in Lunigiana, è dedicato al rapporto tra Dante Alighieri e la regione storica della Lunigiana, comprendente le attuali province della Spezia e di Massa-Carrara. “Qui a Mulazzo, come in ogni borgo della Lunigiana la sua orma è presente e viva. Con Dante sono certo troveremo occasioni valide per cooperare tra tutti i comuni e costruire insieme un grande progetto di territorio per tutta la val di Magra tra le tante iniziative in essere”, spiega il sindaco Claudio Novoa.

La Pietra di Bismantova viene citata per la prima volta nella lingua italiana in poesia da Dante Alighieri nel quarto canto del Purgatorio nella Divina Commedia. Da allora il nome di Bismantova ha fatto il giro del mondo. Secondo alcuni commentatori il Poeta avrebbe visitato personalmente il luogo nel 1306, mentre si recava da Padova alla Lunigiana, e ne avrebbe tratto ispirazione per la descrizione del Monte del Purgatorio”. Il libro di Ligabue e Santi ripercorre le tappe del viaggio di Dante o meglio dei suoi numerosi viaggi dal 1306 al 1314: “Dai castelli della Lunigiana, dove è stato ospite dei Malaspina (Fosdinovo, Mulazzo, Verrucole), lungo la strada del Cerretto (all’epoca Passo delle 100 Croci), sino alla Pietra di Bismantova per proseguire poi nella Reggio di Guido da Castello. Nei primi dieci canti del Purgatorio riconosciamo le tracce della sua salita in cacume; “attraverso i documenti antichi – spiegano Ligabue e Santi nel loro libro, forte di 4 anni ricerche – riscriviamo la storia dell’eremo della Pietra dove il Poeta potrebbe aver sostato. E ancora lo cerchiamo nella Reggio del Trecento, ospite di Guido da Castello, in questa città non secondaria nel panorama delle relazioni personali e culturali del Poeta”.

Appennino Tosco Emiliano

“Il Progetto Dante sotto la Pietra – spiega Emanuele Ferrari, vicesindaco di Castelnovo ne’ Monti, prenderà il via nell’estate del 2021. Una prima tappa che anche negli anni a venire ci porterà ad esplorare i luoghi e le storie che si snodano dalla Pietra di Bismantova e percorrono i sentieri reali e immaginari del nostro appennino. Dedicheremo infatti la quarta edizione de ‘L’Uomo che cammina’ all’universo dantesco, con alcuni studiosi di assoluto rilievo che verranno a Bismantova a tenere lezioni magistrali: Giulio Ferroni, docente emerito di letteratura italiana alla Sapienza di Roma, che ha pubblicato il monumentale ‘L’Italia di Dante’ (Ed. La Nave di Teseo), e che ha dedicato a Bismantova un capitolo davvero speciale. Giulio D’Onofrio, docente di Filosofia dantesca all’Università di Salerno, che ha da poco pubblicato ‘Per questa selva oscura’ (Città Nuova), il primo volume di una trilogia dedicata alla Teologia poetica della Commedia. E poi ancora il teatro, con la lezione spettacolo di Roberto Abbiati e Simone Marchesi (Università di Princeton), tratta dal libro ‘A proposito di Dante – Cento passi nella Commedia’ (Keller Editore). Ma più in generale ci sarà un filo Dante che andrà ad intessere tutte le manifestazioni culturali e di promozione del territorio: dalla rassegna ‘Io Esco Fuori’, agli appuntamenti di ‘Piazzaparola’, con le serate letterarie in centro storico, i concerti sulla terrazza del teatro del Teatro Bismantova, ma anche altri comuni dell’Appennino e il Parco nazionale saranno i partner di questo vario e ambizioso progetto”.

La citazione nella Divina Commedia

«Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, montasi su Bismantova e ‘n Cacume con esso i piè; ma qui convien ch’om voli; dico con l’ale snelle e con le piume del gran disio, di retro a quel condotto che speranza mi dava e facea lume» (Dante, Purgatorio, canto IV, vv. 25-30).