(Sesto Potere) – Bologna – 24 gennaio 2022 – Sono 3.418 i brevetti bolognesi depositati in Europa tra il 2008 e il 2020 secondo l’analisi effettuata da Unioncamere–Dintec sulla base dei brevetti pubblicati dall’European Patent Office (EPO), con una crescita in questi tredici anni del 10%. 

Nel 2020 i brevetti bolognesi depositati all’Epo sono stati 320 (il 7% del 4.465 depositati a livello nazionale, e oltre il 45% dei 703 regionali): nella top 10 a livello provinciale, Bologna è terza dietro solo a Milano (largamente al primo posto con 763 brevetti depositati nel 2020) e Torino (con soli due brevetti depositati in più in corso d’anno). 

 L’intensità della crescita dei brevetti bolognesi dell’ultimo anno è superiore a quella nazionale (+5,3%), e garantisce la tenuta innovativa a livello regionale, dove si registra un complessivo calo rispetto al 2019 del -5,1%. 

 Il campo relativo alle “tecniche industriali e trasporti”, che riguarda le tecnologie della manifattura e dell’automotive, assorbe poco meno della metà della capacità innovativa bolognese (47%).

Segue l’ambito delle “necessità umane”, 26%, nel quale rientrano i brevetti relativi ad attività agricole, dell’abbigliamento, del tabacco e dello sport.

Oltre 4 brevetti bolognesi su 10 depositati nel 2020 sono relativi alle KET (Key Enabling Technologies: biotech, fotonica, materiali avanzati, nano e micro–elettronica, nanotecnologie e manifattura avanzata).

Ovvero, le tecnologie che la Commissione Europea ha definito abilitanti, nelle quali peraltro Bologna primeggia, con 131 domande sulle 904 depositate a livello nazionale, con una quota del 15%.

In particolare, 127 dei 320 brevetti depositati nel 2020 (il 39,5%) riguardano l’advanced manufacturing, l’insieme delle tecnologie che afferiscono al mondo dell’automazione industriale, dei robot e dell’intelligenza artificiale. 

 L’altra componente tecnologica sulla quale le imprese bolognesi stanno progressivamente investendo negli ultimi anni è quella green.

Nel 2020 sono 9 le domande di brevetto depositate all’EPO, il 4% delle 221 domande nazionali, e quasi la metà di quelle depositate a livello regionale (20).