Criminalità, omicidi maschili: alla Calabria il primato. Crescono quelli in famiglia

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rapina a mano armata

(Sesto Potere) – Roma – 11 febbraio 2021 – Nel 2019 gli omicidi sono 315 (345 nel 2018): 204 uomini e 111 donne. Il 19,7% (di cui 17,6% maschi e 23,4% femmine) è composto da vittime straniere. Gli omicidi sono in calo fin dagli anni Novanta, soprattutto quelli dovuti alla criminalità organizzata (29 nel 2019, il 9,2% del totale). In ambito familiare o affettivo aumentano invece le vittime: 150 nel 2019 (47,5% del totale); 93 vittime sono donne (l’83,8% del totale degli omicidi femminili). Nei procedimenti giudiziari crescono gli imputati per omicidio in “contesti relazionali” (246 nel 2010, 271 nel 2018). 0,53 è il tasso di omicidi in Italia su 100mila persone dello stesso sesso 0,70 uomini e 0,36 donne. 101 è il numero di femminicidi nel 2019

Questo emerge, in sintesi, nell’ultimo report dell’Istat dedicato agli autori ed alle vittime di omicidio in Italia negli anni 2018-2019,

Alla Calabria il primato degli omicidi maschili
La distribuzione territoriale degli omicidi di uomini presenta forti differenze. Nel 2019 la media nazionale è di 0,70 omicidi volontari per 100mila residenti: il Nord e il Centro si collocano ampiamente sotto tale media, mentre avviene l’opposto per il Mezzogiorno. Più nel dettaglio, la ripartizione in cui si verificano meno omicidi di uomini in rapporto alla popolazione è il Nord-est (0,40 omicidi di uomini per 100mila residenti maschi), seguita dal Centro e dal Nord-ovest (0,51 e 0,59 rispettivamente). Valori ben diversi caratterizzano le Isole (0,91) e il Sud (1,15 omicidi per 100mila maschi).

rapina

Le Isole hanno entrambe valori elevati (0,88 la Sicilia e 1,01 la Sardegna) mentre le regioni del Sud presentano situazioni differenziate. In quelle demograficamente più piccole il fenomeno è praticamente assente: 1 solo omicidio in Basilicata (0,37 per 100mila uomini), 2 casi in Abruzzo (0,32) e nessuno in Molise. Al contrario Calabria, Campania e Puglia occupano tre dei primi quattro posti della graduatoria regionale per gli omicidi di uomini (il terzo è occupato dalla Sardegna). La regione che spicca è la Calabria con 2,68 omicidi per 100mila maschi, valore 2,5 volte più elevato rispetto alla regione che la segue in graduatoria, la Campania (1,07).

La Calabria è storicamente caratterizzata da livelli di omicidio molto elevati per gli uomini rispetto alla media italiana e il calo anche qui registrato è stato meno intenso rispetto alle altre regioni ad alto rischio. Ponendo a confronto i dati medi del triennio 2017-2019 con quelli del triennio 2014-2016, gli omicidi di uomini in Calabria risultano diminuiti solo dello 0,9%, mentre in Campania (che partiva da una situazione simile) la diminuzione è stata del 52,1%, in Sardegna del 43,1%, in Sicilia del 35,7% e in Puglia del 7,7%. Tra i due periodi gli omicidi di uomini crescono in Piemonte (+23,6%).

Per gli omicidi di donne la distribuzione non è particolarmente diversificata sul territorio. I valori ripartizionali sono compresi tra 0,30 omicidi per 100mila donne residenti del Sud e 0,45 nelle Isole. A livello regionale, emergono i livelli dell’Abruzzo (0,75 per 100mila donne residenti, 5 casi) e della provincia autonoma di Trento (0,72, 2 casi). Seguono Umbria, Emilia-Romagna, Sardegna e Liguria.

Donne vittime di violenza
Gli omicidi di uomini e di donne si distribuiscono diversamente sul territorio. In generale nel Sud e nelle Isole sono assassinati più uomini, al Nord più le donne. Tuttavia, nel 2019, il tasso di donne vittime dei partner è più elevato nelle Isole (0,36 per 100mila donne, contro lo 0,22 della media nazionale), seguono il Nord-est (0,25) e il Nord-ovest (0,23).

Tra le regioni, si collocano sopra la media l’Abruzzo, l’Emilia Romagna, la Liguria, la Sicilia e la Sardegna con tassi da 0,45 a 0,36 per 100mila donne. Sono in ambito familiare i pochi omicidi dell’Umbria, della provincia di Trento e di Bolzano, e quasi tutti quelli accaduti in Piemonte, Liguria, Marche, Toscana, Campania, Calabria, Puglia e Sardegna. In Basilicata non si sono invece registrati omicidi di donne nel 2019.

Per gli uomini, i tassi più elevati di omicidi da parte di sconosciuti e autori non identificati si registrano ancora una volta nel Sud e nelle Isole: rispettivamente 0,42 per 100mila e 0,44 per gli omicidi da sconosciuti (contro 0,30 della media Italia) e 0,42 e 0,22 per gli omicidi con autore non identificato (contro 0,15 della media nazionale).

A livello regionale, i tassi più alti per gli omicidi commessi da sconosciuti si hanno in Calabria (0,64 per 100 uomini residenti) e in Sardegna (0,63); seguono Campania e Puglia (0,47 e 0,41). Le stesse regioni registrano anche i tassi più elevati per gli omicidi maschili con autore non identificato, con il picco di 0,96 in Calabria. Quanto agli omicidi commessi da parenti sugli uomini i tassi più elevati si rilevano in Trentino Alto Adige, Piemonte e Veneto.

Imputati per omicidio in prevalenza uomini
Nel 2018 le persone rinviate a giudizio per almeno un delitto di omicidio volontario presso le procure “Adulti” sono state 676. Negli ultimi quattro anni si registra una sostanziale diminuzione del numero degli imputati; si passa da 826 nel 2014 a 676 nel 2018.

Gli imputati sono soprattutto uomini: nel 2018 il 93,3% è composto da uomini contro il 6,7% delle donne. Il 78,6% è nato in Italia contro il 21,3% nato all’estero. La distribuzione per età evidenzia un addensamento nelle prime classi e in particolare la classe modale risulta essere quella 25-29 anni.

Considerando le tipologie di delitti perpetrati in concomitanza con l’omicidio, dai dati del 2018 emerge che il 34,6% degli imputati lo è solo per omicidio volontario mentre il 65,4% è imputato anche per altri reati. Tra questi, i più frequentemente contestati sono la “violazione delle norme in materia di armi ed esplosivi” (il 40,2% degli imputati per almeno un reato di omicidio lo è anche per aver commesso violazioni delle norme in materia di armi ed esplosivi), rapina (9,9%), ricettazione (7,2%), lesioni volontarie (6,8%) e distruzione e soppressione di cadavere (4,9%).

Tra i condannati per omicidio soprattutto uomini tra i 25 e i 34 anni
Nei dispositivi di sentenza iscritti al Casellario giudiziale nel 2018 sono 747 gli omicidi volontari sentenziati per 671 persone condannate per omicidio volontario consumato. Considerando sesso e classe d’età, al momento della commissione dell’omicidio emerge come la componente femminile tra i condannati per omicidio sia del 3,4% (pari a 23 donne) mentre quella maschile sia del 96,6% (pari a 648 uomini), 85,1% sul totale dei condannati.

Analizzando congiuntamente sesso e classe d’età, emerge come tra le donne condannate per omicidio oltre la metà di esse (56,5%) abbia commesso il reato tra i 35 e i 44 anni, mentre tra gli uomini la classe d’età maggiormente rappresentata è quella dai 25 ai 34 anni (per oltre un terzo dei condannati, 218). Per entrambi i sessi, oltre tre quarti dei condannati hanno commesso l’omicidio tra i 18 e i 44 anni.

Con precedenti penali gran parte dei condannati per omicidio
Il 71,8% dei condannati uomini aveva precedenti penali, mentre tra le donne la percentuale è molto più bassa, pari al 34,8%. L’analisi della provenienza geografica dei condannati per omicidio evidenzia come la componente
italiana, per entrambi i sessi, sia superiore rispetto al totale dei condannati. I condannati per omicidio sono in 8 casi su 10 (79,9%) cittadini italiani (82,6% tra le donne, 79,8% tra gli uomini).

La Campania è la regione che registra il valore più alto (207) per luogo del reato commesso, seguita da Sicilia (77) e Lombardia (77). Oltre la metà dei condannati per omicidio (56,3%) ha commesso il reato non più di 6 anni prima rispetto all’anno di condanna. I condannati che hanno ucciso prima del 2012 rappresentano invece il 43,7%. Nelle sentenze di condanna per omicidio volontario consumato sono state applicate anche diverse misure di sicurezza. La libertà vigilata in 169 casi, la confisca oppure la confisca e distruzione dei beni confiscati a 208 condannati, oltre ad altre misure applicate in misura inferiore.