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Covid19, Pubblica Assistenza Ravenna: forniture Dpi ferme in dogana, perchè?

(Sesto Potere) – Ravenna – 24 marzo 2020 – In questo difficile momento non passa giorno senza il quale la Pubblica Assistenza Città di Ravenna Odv, e con lei tutte le associazioni e le organizzazioni impegnate a fronteggiare l’emergenza Coronavirus, non denuncino la carenza degli ormai famosi DPI, i Dispositivi di Protezione Individuale tra i quali sono compresi le mascherine per il personale, guanti, tute e camici monouso e cuffie.

Una necessità che aumenta ogni giorno e che troppo spesso si sta scontrando con la burocrazia, con regole incomprensibili e, in senso più letterale, con il buon senso.

«È di oggi la notizia – tuona con tutta la rabbia in corpo Angela Gulminelli, presidente della Pubblica Assistenza Città di Ravenna – che un’altra fornitura destinata alle nostre associazioni è ferma in dogana a Milano. Pare, almeno questo è quanto ci dicono i fornitori, “sequestrata” dalla Protezione Civile. Mi chiedo, a nome della mia organizzazione e di tantissime altre, perché? Cosa non è chiaro alla Protezione Civile? Provo a spiegarlo perché questa situazione deve finire immediatamente: in Italia ci sono centinaia di associazioni di Pubblica Assistenza che quotidianamente mettono a disposizione del Paese ambulanze, volontari e dipendenti per effettuare servizi che sono definiti servizi di pubblica utilità. Servizio che non si può arrestare. Ogni volta che i nostri DPI vengono bloccati, subiscono ritardi nella consegna o, ancor peggio, vengono sequestrati, i nostri operatori restano senza la giusta protezione che devono avere in questo momento».

La presidente Gulminelli prova ad analizzare la situazione e lancia un allarme: «Questi dispositivi mancano in tutta Italia, ma ciò non legittima nessuno a prevaricare chi è più debole. Vorrei anche dire, e non suoni come un ricatto o una minaccia, ma semplicemente come un dato di fatto: se le Associazioni di volontariato sono sprovviste di DPI non possono effettuare servizi».

«Tutti i giorni abbiamo – prosegue ancora la presidente della PA di Ravenna – dalle venti alle trenta persone in servizio e continuiamo a garantire i servizi in convenzione con Ausl Romagna. Abbiamo un’ambulanza a disposizione del 118 per codici minori e altre ambulanze per il trasporto di pazienti Covid-19 sospetti o positivi. Continua inoltre anche il trasporto in auto per dializzati. Anche tutte le altre associazioni di Area Vasta Romagna continuano a garantire servizi di trasporto in ambulanza e in auto. E tutte hanno il problema degli approvvigionamenti.  Riteniamo che il nostro servizio sia prezioso al pari di quello svolto da tutto il comparto sanitario. Ci riesce quindi difficile comprendere perché siamo dimenticati».

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