Covid19, Nas sequestra 80 mila mascherine destinate ai mercati di Emilia Romagna

0
219

(Sesto Potere) – Bologna – 8 maggio 2020 – Nell’ambito delle iniziative predisposte dai Carabinieri dei NAS per fronteggiare potenziali illeciti durante l’attuale emergenza sanitaria, una particolare attenzione è stata dedicata ai controlli sulla regolarità delle attività distributive di dispositivi medici e di destinazione d’uso sanitario.

Le verifiche svolte dai Carabinieri del NAS di Bologna e dal personale dell’USMAF (Ufficio di Sanità marittima aerea e di frontiera) che fa capo al Ministero della Salute, hanno interessato anche i flussi commerciali di importazione al fine di intercettare articoli e presidi medici introdotti irregolarmente sul territorio nazionale e privi delle caratteristiche di sicurezza, anche approfittando della elevata richiesta di mercato.

I controlli, svolti sulle province dell’Emilia Romagna e sull’Aeroporto di Bologna, hanno consentito, a seguito di intensa collaborazione realizzata tra NAS e USMAF di Bologna, di individuare, presso due depositi  logistici dediti alla distribuzione di prodotti farmaceutici e sanitari siti nelle province di Bologna e Rimini, complessivamente circa 80.000 mascherine protettive, interamente importate dalla Repubblica Popolare Cinese, che sono state poste sotto sequestroil cui valore commerciale ammonta a 200mila euro.

Il legale rappresentante dell’azienda è stato deferito in stato di libertà alla competente Procura della Repubblica per frode in commercio e violazione della normativa sui dispositivi di protezione individuale (DPI). Nel medesimo contesto sono state comminate sanzioni per 30.000 euro.

I prodotti sequestrati, destinati ai mercati di Emilia Romagna e regioni limitrofe, che riportavano in etichetta la marcatura CE e le indicazioni relative a dispositivi di protezione individuale di tipo FFP1, FFP2 e KN95, erano stati immessi nel circuito commerciale in assenza di corrette indicazioni al consumatore e delle indicazioni di sicurezza nonchè privi della documentazione attestante le prove tecniche effettuate e la relativa idoneità all’impiego.

Da segnalare, infine, che il NAS di PescaraPadova e Bologna, al termine di tre diverse attività di indagine, hanno deferito tre persone all’Autorità Giudiziaria. Gli indagati sono accusati di frode in commercio per aver posto in vendita mascherine con caratteristiche diverse rispetto a quelle dichiarate in etichetta, prive di documentazione attestante le pertinenti prove tecniche effettuate o addirittura accompagnate da certificazioni completamente false. Nel corso delle indagini gli investigatori del NAS hanno sequestrato un totale di circa 60.000 dispositivi per la protezione del viso.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here