Covid19, italiani consumano più prodotti surgelati

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(Sesto Potere) – Roma – 30 aprile 2020 – Negli ultimi tempi, a causa del diffondersi dell’epidemia da Coronavirus, i prodotti surgelati (pesce, ortaggi e confort food come le pizza) sono stati acquistati in misura maggiore dagli italiani che comunque nella stragrande maggioranza (9 su 10) consumano abitualmente questa tipologia di alimenti,  per un totale di 13,8 kg pro-capite, secondo il Rapporto annuale IIAS-Istituto Italiano Alimenti Surgelati del 2019.

Da parte loro le aziende del settore hanno pienamente risposto all’aumento di richiesta da parte dei consumatori lavorando 24 ore al giorno su 3 turni per rispondere alla diminuzione della produttività dovuta al rispetto delle distanze di sicurezza tra gli addetti alle linee, come ha spiegato, in una recente intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, il Presidente di Unione Italiana Food settore surgelati, Giancarlo Foschi.

E, come ricorda l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati, è merito anche dei prodotti surgelati se lo spreco alimentare domestico in Italia è sceso del 25% in un solo anno: da 6,6 euro a 4,9 euro a settimana per famiglia, per un totale annuo di 6,5 miliardi di euro contro gli 8,4 del 2018.

Una notizia resa pubblica dall’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/Swg nel corso della settima Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, promossa dalla campagna: “Spreco Zero” con il patrocinio dei Ministeri dell’Ambiente, della Salute e degli Affari Esteri.

Il Rapporto Waste Watcher 2020 misura lo spreco percepito, mentre quello effettivo viene calcolato dal: “Progetto reduce” dell’Università di Bologna-Distal con il Ministero dell’Ambiente e la campagna Spreco Zero. Nel 2017, è risultato di 8,70 euro a settimana per famiglia, per un costo complessivo annuo di 11,5 miliardi. L’aspettativa è che la prossima rilevazione confermi anche il calo dello spreco effettivo.

Al dato, insiste l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati, ha certamente contribuito il consumo di prodotti surgelati poiché, secondo lo stesso Progetto Reduce, appena il 2,5% degli sprechi alimentari domestici è costituito dai surgelati.

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