Covid19, imprese a rischio chiusura. Bevilacqua (Ugl Emilia-Romagna): “Contributi a fondo perduto e stop burocrazia”

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tullia bevilacqua

(Sesto Potere) – Bologna – 9 aprile 2020 – Poche ore fa l’appello delle associazioni del industriali delle quattro principali regioni del Nord che rappresentano il 45% del Pil: “Se non si ripartirà nel breve periodo molte imprese finiranno per non essere in grado di pagare gli stipendi del prossimo mese”.

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Prima ancora: Unioncamere, Censis/Confcooperative e Confartigianato Emilia-Romagna hanno fornito statistiche inequivocabili: le piccole e medio imprese stanno pagando il prezzo più alto dell’emergenza sanitaria da Coronavirus , nelle casse non entra nulla e, oltre alle misure pur utili messe in campo dal governo (rinvii, moratorie, cassa integrazione e garanzie bancarie per i prestiti: anche se non concessi al 100% come in altri Paesi europei) è necessario aggiungere rapidamente una grande iniezione di liquidità per consentire di pagare stipendi, fornitori e rispettare gli impegni presi con le banche.

“Prestare i soldi non basta, è necessario mettere in campo un pacchetto di misure di finanziamento a fondo perduto e lo Stato deve fare la sua parte”: chiede Tullia Bevilacqua, segretario regionale dell’Ugl Emilia-Romagna.

Soltanto nel comparto artigiano dell’ Emilia-Romagna le attività di servizio alle persone chiuse per i limiti imposti dal DPCM sono quasi 21mila e comprendono 52 mila addetti. Le ripercussioni sociali in caso di prolungamento del lockdown e conseguente crisi generalizzata saranno incalcolabili.

E poi , con le immatricolazioni praticamente azzerate , il mercato italiano dell ’auto , con relativa rete commerciale e la vasta rappresentanza delle piccole imprese che forniscono componentistica meccanica ed elettrotecnica, presente nella famosa Motor valley dell’Emilia-Romagna, deve affrontare la stagione più difficile della sua storia.

“E mentre in Italia il sistema dei sussidi e dei bonus Inps naufragano tra falle telematiche e lungaggini burocratiche, in altri Paesi europei (la Germania, per esempio) i lavoratori che hanno subito contraccolpi e mancati incassi nei mesi del blocco socio-sanitario ricevono con bonifico dopo poche ore migliaia di euro direttamente nel proprio conto corrente bancario. E’ più che evidente che anche questa volta l’apparato istituzionale italiano ha ostacolato, anziché agevolare famiglie e imprese, i soggetti deboli più esposti alla crisi”: commenta Tullia Bevilacqua.

L’appello del segretario regionale dell’Ugl Emilia-Romagna al Governo è di allentare le maglie della burocrazia ed alla Regione di avviare un piano di nuovi bandi regionali a fondo perduto per il sostegno alle imprese , micro e piccole soprattutto, in specie quelle più a rischio: artigianato, commercio, servizi , accoglienza e turismo che nei prossimi mesi, anche in caso di riapertura andranno incontro ad un prevedibile calo del fatturato.

Poche settimane fa Tullia Bevilacqua aveva chiesto al governatore regionale Bonaccini di reperire risorse non ancora spese , per esempio quelle dei fondi Ue Por (Programmi Operativi Regionali) e di Sviluppo Regionale, favorendo al massimo le anticipazioni dei finanziamenti già ottenuti per garantire l’inclusione sociale e le attività produttive: “Auspichiamo che il governatore Bonaccini riesca a reperire le risorse non ancora impegnate per aumentare l’erogazione dei finanziamenti e accelerando i pagamenti a chi ne ha diritto. Siamo certi che anche questa volta la sensibilità del presidente Bonaccini, dell’assessore Colla e della giunta, si tradurrà in interventi concreti e utili, come è stato ampiamente dimostrato in altre ed anche recenti situazioni che riguardavano il mondo del lavoro e delle imprese”: conclude il segretario regionale dell’Ugl Emilia-Romagna.  

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