Covid19, hacker in azione: +10% malware nelle reti aziendali

0
401
mano e pc

(Sesto Potere) – Roma – 10 aprile 2020 – Acronis, leader globale della cyber protection, in occasione del World Backup Day, ha celebrato la settimana mondiale della protezione informatica rivelando che il 42% delle aziende nel 2019 ha subito un evento di perdita di dati che ha provocato tempi di inattività. Questo numero elevato è probabilmente causato dal fatto che mentre circa il 90% dei responsabili aziendali esegue correttamente le operazioni di backup, solo il 41% lo fa ogni giorno, lasciando molte aziende con lacune nei dati disponibili per il recupero.

mano e pc

I risultati della ricerca World Cyber Protection Week di Acronis , condotta con il coinvolgimento di quasi 3.000 persone, hanno evidenziato che mentre il 91% delle persone esegue il backup di dati e dispositivi, il 68% perde ancora i dati a causa di eliminazione accidentale, guasti hardware o software o backup obsoleti.

Inoltre, l’85% delle aziende non esegue il backup più volte al giorno, solo il 15% dichiara di farlo, il 26% lo fa una volta al giorno, il 28% settimanalmente, il 20% ogni mese e il 10% non esegue alcun backup, il che può comportare la perdita di dati senza possibilità di recupero completo.

Di quegli utenti professionali che non eseguono backup, quasi il 50% ritiene che i backup non siano necessari. Una convinzione che l’indagine contraddice: il 42% delle aziende ha segnalato una perdita di dati con conseguente inattività quest’anno e il 41% riferisce di perdere produttività o denaro a causa dell’inaccessibilità dei dati. Inoltre, solo il 17% degli utenti finali e il 20% dei professionisti IT seguono le migliori pratiche, utilizzando backup ibridi su supporti locali e nel cloud.

Questi risultati sottolineano l’importanza di implementare una strategia di protezione informatica che includa il backup dei dati più volte al giorno e la pratica della regola di backup 3-2-1: creare tre copie dei dati (una copia primaria e due backup), archiviando le copie in almeno due tipi di supporti e una di queste copie archiviarla in remoto o nel cloud.

Infine, Acronis ravvisando che: “l’epidemia di Covid-19 implicherà nuove difficoltà e pericoli per ogni ambiente aziendale, compreso quello del ciberspazio”, porta all’attenzione di autorità e istituzioni private il potenziale aumento di attacchi ransomware (il malware che limita l’accesso del dispositivo che infetta, richiedendo un riscatto da pagare per rimuovere la limitazione) che, nelle prossime settimane avranno come bersaglio sistemi sanitari pubblici e privati.

Nel sollevare la questione, Acronis segnala un picco dei rilevamenti di ransomware in Europa, pari al 7% nell’ultima settimana di febbraio e al 10% nella prima di marzo.

Secondo Acronis non è insolito che le attività criminali facciano registrare un aumento in tempi di crisi, perché gli hacker tentano di sfruttare a proprio vantaggio questo tipo di situazione.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here