Covid19, Distretto ceramico chiede di aprire le fabbriche il 20 aprile

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(Sesto Potere) – Modena – 16 aprile 2020 – Paolo Lamberti , vicepresidente Acimac, l’Associazione dei costruttori italiani per l’industria ceramica aderente a Confindustria, e sede a Modena, anche in rappresentanza del più importante distretto produttivo mondiale che si trova nelle provincie di Modena e Reggio Emilia, ha inviato una lettera aperta al governatore dell’Emilia-Romagna , Stefano Bonaccini.

Nella missiva Lamberti lancia un vigoroso appello: “E’ nostro dovere come imprenditori e come Italiani urlare alla politica l’effetto disastroso che una chiusura prolungata avrà sulle nostre imprese e sulle vite delle persone che ci lavorano. I nostri clienti esteri, che hanno le fabbriche aperte non possono più aspettare, hanno già annullato molti ordini passandoli a nostri concorrenti, il mondo non ci aspetta”.

Nella lettera il vicepresidente Acimac ricorda che il settore della Macchine per Ceramica, rappresentato dalla stessa associazione del comprensorio ceramico, è una tipica eccellenza Italiana che con i suoi 7.000 impiegati diretti e con un indotto di altri 14.000 lavoratori nella sub fornitura, per un totale di circa 21.000 persone, esporta circa 80% del fatturato complessivo.

Paolo Lamberti assicura che gli imprenditori associati sono “pronti a mettere in atto tutte le sicurezze sanitarie che l’emergenza ci impone” e rinnova l’appello ad “aprire le fabbriche” spiegando che “bisogna farlo al più presto”, aggiungendo che: “riaprire le fabbriche non basterà a salvarci, servono azioni e decisioni concrete anche sul comparto bancario e sugli indispensabili finanziamenti enunciati dal governo”.

L’ Acimac evidenzia che “se non cambiano le regole e le burocrazie: sarà materialmente impossibile aiutare le imprese”, oltre al fatto che le tensioni legate agli innumerevoli insoluti e sulle incertezze del futuro “stanno producendo vere e proprie tragedie su imprese e persone”.

“Abbiamo bisogno di scelte politiche forti, ogni giorno che passa è un vero e proprio disastro per il nostro tessuto sociale, il tempo è la variabile che sta determinando il nostro futuro, bisogna agire adesso, le chiediamo di poter aprire tutte le nostre attività, e non solo le manutenzioni, per il 20 aprile, è una questione di sopravvivenza”: conclude la lettera di Paolo Lamberti.

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