Covid19, da UniMoRe webapp per positivi e anziani in quarantena

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(Sesto Potere) – Modena/Reggio – 10 aprile 2020 – Un’applicazione (APP), o meglio una web-APP ( link app  https://covidguide.health/it/ ), volta al triage dei malati, fruibile quindi da smartphone, tablet e computer, pensata per aiutare i pazienti con COVID-19 o con sintomatologia sospetta ad autogestirsi, garantendo al contempo sicurezza e servizi.

È questo il progetto internazionale “Uniti contro il Coronavirus” che vede coinvolti due dottorandi del XXXV corso di Dottorato in Clinical and Experimental Medicine (CEM) di Unimore, coordinato dal prof. Giuseppe Biagini, il dottor Jacopo Demurtas, tutor la prof.ssa Elena Righi, e il dottor Roberto Tonelli, tutor il prof. Enrico Clini.

Il team internazionale, coordinato da in4medicine/SMASS (Swiss Medical Assessment), Inselspital e Università di Berna (Svizzera), sta implementando una APP per il self triage, molto utile per i “positivi” che trascorrono la quarantena a domicilio e per gli anziani e le persone che vivono questa situazione in condizioni di forzata promiscuità, che consente ai pazienti e ai loro conviventi di monitorare la propria sintomatologia, tramite un’intelligenza artificiale modellata sul chatbot (simulatore di conversazione).

La APP, che assiste il paziente come fosse un medico personale da remoto, è in grado di rilevare i sintomi di allarme e supporta il paziente nel processo decisionale, invitandolo a seguire le indicazioni internazionali OMS e nazionali di condotta e affidandolo, ove opportuno, alle cure dei professionisti.

La APP potrebbe anche essere in grado di geo-localizzare l’utente, fornendo quindi informazioni fondamentali per l’identificazione precoce di nuovi focolai infettivi e garantendo loro ulteriore sicurezza.

“Un aspetto cruciale per la gestione di una epidemia – spiega il prof. Enrico Clini di Unimore, Direttore della Struttura Complessa di Pneumologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena – è rappresentato dalla identificazione precoce di nuovi casi, tanto più importante nelle fasi di salita della curvaQuesto semplice strumento alla potenziale portata di ogni cittadino consente quindi di allarmare il sistema di controllo sanitario (in primis il suo medico di famiglia) e rappresentare al tempo stesso un sistema di controllo per la progressione di sintomi e della malattia, con la possibilità per esempio di avviare verso l’ospedale il paziente solo nel momento più adatto o inevitabile, ovvero garantendo la sicurezza sul decorso pur rimanendo al proprio domicilio”.

Il gruppo italiano di sviluppo è guidato dal dottor Jacopo Demurtas, esperto di triage e consultazione telefonica, già attivo nella progettazione degli scenari del software di supporto decisionale SMASS.

Del gruppo fanno parte tra gli altri, il prof. Pier Luigi Lopalco (epidemiologo, università di Pisa), il prof. Giuseppe Parisi ed il dottor Luca Pasolli (Clinical prediction rules e problem solving rispettivamente Università di Milano Bicocca e Scuola Formazione in Medicina Generale Trento), il dottor Nicola Veronese (geriatra e ricercatore Università di Palermo), il dottor Alberto Vaona (MMG PhD CeM su triage telefonico e consultazione telefonica e medico di continuità assistenziale veronese), e la prof.ssa Ines Testoni (docente di psicologia sociale Università di Padova).

Un’iniziativa del genere per essere efficace deve prevedere il contributo attivo delle persone a cui si rivolge, quindi i pazienti e i loro caregiver. E’ un aspetto dei vantaggi di questa applicazione sottolineata dalla prof.ssa Maria Stella Padula di Unimore, medico di famiglia e docente di medicina generale, che si occupa del progetto EdiCare (https://educare.unimore.it): “Questo progetto, nato grazie alla collaborazione fra Medicina Generale, Università di Montreal e Unimore,  ha permesso di realizzare il primo corso di perfezionamento universitario di Metodologie didattiche per l’insegnamento della Medicina, con i pazienti formatori, diretto dalla prof.ssa Fausta Lui. L’iniziativa rappresenta una innovazione diadattica nazionale per l’insegnamento della Medicina con l’integrazione di contenuti complementari da parte di pazienti e dei caregiver, esperti della vita con la malattia”.

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