Covid19, aumentate del 300% le truffe sull’e-commerce

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(Sesto Potere) – Cagliari – 9 aprile 2020 – Certy, startup esperta nel settore del servizio di consulenza sugli annunci di vendita online, denuncia: «Durante la quarantena c’è stato un incremento del 300% degli annunci online che celano truffe».

«Il Coronavirus non ferma i truffatori, che anzi hanno aumentato le truffe approfittando del calo dei controlli e dell’impossibilità degli utenti di acquistare alcune categorie di oggetti di persona. Colpiscono soprattutto quegli utenti che vogliono acquistare oggetti per l’intrattenimento durante la necessaria quanto obbligatoria permanenza in casa»: è l’allarme lanciato da Riccardo Sanna, CEO di Certy, startup cagliaritana che ogni giorno lavora per smascherare i truffatori delle vendite di usato online.

«Gli utenti non possono più acquistare usato di persona perché non si può uscire di casa, quindi la prima cosa che fanno è cercare sui grandi siti di distribuzione. Sfortunatamente le disponibilità sono quasi a zero e i costi sono aumentati. In questo scenario si aggiunge una minore disponibilità economica di molti italiani, che cercano nel mercato di seconda mano online una soluzione. La sfortuna è che la distanza è il principale punto di forza dei truffatori. Mettono un annuncio, magari con prezzi bassi e dichiarano che l’unica modalità di acquisto è il pagamento anticipato e la spedizione, perché viste le restrizioni covid-19 non vogliono incontrare nessuno di persona»: aggiunge Riccardo Sanna.

Secondo la verifica di Certy i metodi di pagamento preferiti dai tuffatori sono le ricariche postali, il bonifico e altri tipi di ricariche prepagate. Nemmeno servizi come PayPal sono immuni da queste truffe: i truffatori incolpano il sistema di spedizione del mancato recapito dell’oggetto, e queste giustificazioni bastano e avanzano per dare la ragione ai truffatori.

«Nessuno vorrebbe mai perdere i suoi soldi, e soprattutto in questo periodo di crisi i consumatori devono essere tutelati. Anche noi come startup abbiamo avuto un piccolo calo inizialmente, ma ci siamo adattati alla situazione. Abbiamo deciso di lasciare a casa tutti i nostri collaboratori, studiando un nuovo meccanismo in grado di proteggere gli acquirenti dalle truffe e di permettere ai venditori di vendere, il tutto senza uscire di casa»: conclude Riccardo Sanna.

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