(Sesto Potere) – Bologna/Faenza, 3 dicembre 2020_ Un integratore alimentare a base di ingredienti naturali è al vaglio di studiosi e ricercatori nell’ambito del progetto europeo SPIN (SPermidin and eugenolINtegrator for contrasting incidence of coronavirus in EU population), promosso da EIT Food, coordinato dall’Università di Bologna che coinvolge tra gli altri, anche Molino Naldoni.

Molino Naldoni, azienda faentina specializzata nella produzione di linee di farine specificatamente dedicate ai professionisti e per uso domestico, pone una grande attenzione alla qualità dei suoi prodotti e lo fa attraverso la ricerca continua. Una filosofia d’impresa tangibile che per analogia non poteva non accogliere con entusiasmo la partecipazione al programma di carattere scientifico a fianco dell’Università degli Studi di Bologna e degli altri enti e organi internazionali.

Il progetto prevede la realizzazione di un prodotto in grado di aiutare l’azione del sistema immunitario nella lotta all’infezione da SARS_CoV-2 per la popolazione ad alto rischio. L’integratore sarà ricco di Spermidina, una poliammina ricavata dal germe di grano che ha un ruolo cruciale nel contrastare l’azione del virus. Questo integratore si basa su una strategia innovativa che prevede l’utilizzo di ingredienti antivirali naturali. Il nuovo supplemento nutrizionale è pensato come aiuto contro il coronavirus fino a quando un vaccino non sarà disponibile per tutti e anche in seguito, per mitigare la gravità dei sintomi e dei contagi.

staff Molino Naldoni

Molino Naldoni ha partecipato al progetto in qualità di fornitore di germe di grano, un sottoprodotto della molitura del frumento da cui si estrae la Spermidina, uno dei principi attivi la cui azione potrebbe ostacolare o inibire la progressione della malattia verso forme polmonari più gravi, limitando così il rischio di mortalità per coloro che sviluppano la COVID-19.

Partecipare attivamente al benessere della collettività è per Molino Naldoni non solo oggetto di orgoglio ma un onore, ancor più quando si tratta di valorizzare un prodotto pregiato ma poco utilizzato come il germe di grano come commenta Alberto Naldoni amministratore delegato dell’azienda faentina: “È innegabile che essere nella filiera che conduce alla realizzazione di un prodotto potenzialmente utile alla comunità in un contesto di forte integrazione tra istituti di ricerca pubblici di levatura internazionale e azienda accresce il senso di appartenenza alla collettività e potenzia la responsabilità sociale alla quale ci sentiamo doverosamente chiamati a rispondere”.