Covid: solo lo 0,2% dei contagi in campagna

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Agricultura

(Sesto Potere) – Roma – 24 ottobre 2020 – Appena lo 0,2% delle 54.128 dei casi di infortunio da Covid-19 registrate dall’Inail in Italia riguarda l’agricoltura dove peraltro i mesi estivi e di settembre sono i più attivi con la raccolta di frutta, ortaggi e l’avvio della vendemmia.

E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base delle denunce complessive di infortunio al 30 settembre 2020 che evidenzia come la percentuale più bassa di contagi tra le diverse attività si sia verificata proprio nelle campagne mentre la percentuale in industria e servizi è del 98,5% nonostante il periodo di vacanze.

agricoltura caldo

Una situazione che – sottolinea la Coldiretti – ha spinto l’aumento del 29% delle ricerche di case in campagna, nei borghi e nei piccoli comuni l’analisi dell’Ufficio Studi Idealista rispetto al periodo pre-Covid. La ricerca di spazi verdi all’aperto senza la preoccupazione di evitare i pericolosi affollamenti delle città sono alla base – precisa la Coldiretti – del crescente interesse per i centri minori con una decisa inversione di tendenza rispetto al passato.

In Italia i 5.498 comuni sotto i 5mila abitanti rappresentano il 70% del totale ma vi risiede solo il 16% degli italiani, pari a 9,8 milioni di abitanti, garantendo spazi e sicurezza anti contagio. Dopo il periodo di lockdown molti italiani – sottolinea la Coldiretti – hanno riscoperto le seconde case in campagna o hanno avuto l’occasione di apprezzare in gite e vacanze la vita nei borghi e nei centri minori che mai come quest’anno sono stati gettonati dai visitatori.

Il risultato – continua la Coldiretti – è un diffuso desiderio di trasferirsi in campagna che si esplicita con la ricerca di casali, rustici, fattorie nei centri minori a prezzi molto più bassi delle abitazioni nelle grandi città che possono anche assicurare una migliore qualità della vita a contatto con la natura, alla riscoperta delle tradizioni e della buona e sana alimentazione.

Una tendenza che riguarda anche gli agriturismi spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, che sono forse – sottolinea Coldiretti – i luoghi più sicuri perché è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Un primato da valorizzare per ridurre gli assembramenti nelle città anche in funzione anti contagio.