(Sesto Potere) – Forlì – 2 marzo 2021 – In Emilia Romagna conclusa la prima fase di vaccinazione rivolta al personale sanitario e sociosanitario, tocca ai quasi 370mila cittadini over 80, che pochi giorni fa hanno ricevuto una lettera a firma del presidente Stefano Bonaccini, che li invita a prenotarsi in farmacia.

“E i primi effetti di questa sollecitazione li abbiamo già visti nelle nostre città. Ed anche a Forlì: code in farmacia, sistemi informatici in blocco e appuntamenti vaccinali che slittano nel tempo, anche fra un mese, ad aprile, e fuori città. Se da una parte è condivisibile il coinvolgimento delle stesse farmacie anche nella campagna vaccinale, dall’altro emerge ancora una volta la disorganizzazione di un sistema che non avvicina il servizio sanitario al cittadino, al territorio. E a smantellare questa rete di prossimità sono state proprio le giunte regionali di centrosinistra negli ultimi due decenni”: a scriverlo in una nota è Fabrizio Ragni, vicecoordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, nella foto in alto.

“Il coinvolgimento dell’organizzazione pubblica dovrebbe essere di grande rilievo nella definizione dei percorsi di contrasto alla pandemia. E di questa distanza dalle istituzioni ai cittadini la si era già vista nella mancata individuazione del punto vaccinale a Forlì, che soltanto dopo varie sollecitazioni, anche nostre, è stato attivato negli spazi della Fiera, in via punta di Ferro”: aggiunge ancora Fabrizio Ragni.

“C’ è anche la questione del ritardo dell’Emilia-Romagna nella somministrazione delle vaccinazioni rispetto alle dosi ricevute. Prima di noi Valle d’Aosta, Provincia Autonoma di Bolzano, Toscana, Campania e Friuli Venezia Giulia. Lentezza che contrasta con la propaganda di Bonaccini. Noi continuiamo a ritenere che si dovrebbe rafforzare in uomini e mezzi il servizio pubblico sanitario regionale e aumentando le unità operative si sarebbe potuto disporre un servizio di vaccinazione a domicilio per tutti gli over 80enni e non soltanto per gli anziani non autonomi che sono assistiti a domicilio dai loro coniugi o da altri parenti in qualità di caregiver. A Forlì, purtroppo, in questi mesi ci siamo abituati ad assistere o sopportare personalmente file estenuanti al ‘punto tamponi’ della Fiera, e uguali disservizi o lungaggini burocratiche ci sono state segnalate da altri cittadini per l’accesso ai test sierologici ed ai tamponi antigenici. Come Fratelli d’Italia non ci abitueremo mai a questi disservizi e per la nostra regione abbiamo in mente un’altra forma di servizio sanitario, più vicina al cittadino e non così distante o problematica come è oggi”: conclude il vicecoordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Fabrizio Ragni