Covid, ricercatori UniBo progettano nuovo test rapido

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(Sesto Potere) – Bologna – 9 novembre 2020 – Un gruppo di ricerca dell’Università di Bologna, guidato dal professor Aldo Roda, in collaborazione con il gruppo della professoressa Laura Anfossi dell’Università di Torino, ha messo a punto un nuovo biosensore portatile in grado di rivelare gli anticorpi IgA prodotti in seguito ad infezione da SARS-CoV-2, il coronavirus che causa la COVID-19.

Presentato in un articolo sulla rivista Biosensors and Bioelectronics, il test permette di riconoscere in pochi minuti, sia nella saliva che nel siero, la presenza di IgA specifiche per SARS-CoV-2, una classe di immunoglobuline (anticorpi) che viene prodotta dal nostro sistema immunitario come prima risposta ad una minaccia esterna (antigene). Si tratta del primo test rapido di questo tipo, e le sue particolari caratteristiche aprono nuove prospettive sia per la diagnosi non invasiva precoce dell’infezione da coronavirus che per la valutazione dell’efficacia dei vaccini attualmente in fase di sperimentazione.

Il nuovo biosensore messo a punto dagli studiosi è rapido ed economico, pur mantenendo un’elevata capacità di rilevazione del coronavirus. Utilizza un semplice supporto cartaceo (nitrocellulosa) e un lettore che può essere integrato con la fotocamera di uno smartphone o una semplice fotocamera digitale con sensore di tipo CCD.

Il nuovo biosensore può essere integrato con la fotocamera di uno smartphone o una semplice fotocamera digitale con sensore di tipo CCD

È basato sulla LFIA (Lateral Flow Immuno-Assay), una tecnica ampiamente nota in campo diagnostico (la stessa usata, ad esempio, nei test di gravidanza), e sull’utilizzo di marcatori chemiluminescenti o di nanoparticelle d’oro per far emergere la presenza degli anticorpi. I pazienti possono raccogliere in autonomia il campione di saliva necessario, riducendo così i costi e il rischio di contagio per gli operatori sanitari. E il test può essere fatto senza problemi anche sui bambini e sulle persone anziane.

“I risultati che abbiamo ottenuto aprono notevoli opportunità per la realizzazione, in sinergia con la ricerca industriale e farmaceutica, di un test fruibile a tutta la popolazione”, spiega il professor Roda. “Sono attualmente in programmazione studi più estensivi per la validazione chimico-analitica e clinica del biosensore, al fine di renderlo robusto ed idoneo per un utilizzo immediato”.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Biosensors and Bioelectronics con il titolo “Dual lateral flow optical/chemiluminescence immunosensors for the rapid detection of salivary and serum IgA in patients with COVID-19 disease”. Il risultato nasce dalla collaborazione tra ricercatori dell’Università di Bologna (Dipartimento di Chimica “G. Ciamician” e Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche), dell’Università di Torino (Dipartimento di Chimica e Dipartimento di Scienze Veterinarie) e del Consorzio Interuniversitario “Istituto Nazionale Biostrutture e Biosistemi”.