(Sesto Potere) – Forlì, 20 gennaio. Dal 10 gennaio scorso, in Emilia Romagna gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, nel momento in cui viene rilevata la presenza in classe di un positivo, possono recarsi nelle farmacie convenzionate del territorio per eseguire il test antigenico rapido nasale e, con questa modalità, alleggerire il carico di lavoro degli hub vaccinali.

Massimiliano Pompignoli

“Si tratta senza dubbio di un provvedimento sollecitato e auspicato da molti, in particolar modo dalle famiglie dei nostri studenti, volto a semplificare le procedure, andare incontro alle esigenze delle comunità più decentrate e diminuire i tempi di attesa nell’hub vaccinale di via Punta di Ferro. La cosa però, non riguarda i più piccoli, ovvero gli alunni delle scuole elementari della nostra Regione che, qualora emerga anche una sola positività in classe, devono obbligatoriamente recarsi in Fiera per l’effettuazione di un primo tampone molecolare di controllo. A prescindere che gli stessi siano vaccinati o meno. Questa ‘discriminazione’, applicata nell’attuale fase pandemica in cui si registra un rilevante e rapido incremento dei casi anche a seguito dell’alto indice di diffusibilità della variante Omicron, innesca ulteriori difficoltà nella gestione dei flussi di persone che si vedono costrette ad attivare la procedura di sorveglianza con testing”: a evidenziarlo in una nota è il consigliere regionale della Lega Massimiliano Pompignoli (qui in foto).

“Tanto più – aggiunge – che, in questo caso, stiamo parlando di bambini delle scuole elementari, in buona parte già vaccinati ma costretti ugualmente a sorbirsi lunghe ore di attesa in auto, con in propri genitori, per l’effettuazione di un test RT-PCR funzionale a garantire il loro rientro in classe.”

“Sarebbe quindi auspicabile” – conclude il consigliere regionale Pompignoli – “che la Regione Emilia Romagna intervenisse anche su questo aspetto, dando la possibilità agli alunni delle scuole elementari di andare in farmacia per le procedure di tracciamento e sorveglianza legate alla presenza in classe di un positivo. In questo modo, si semplificherebbero i meccanismi di controllo per le famiglie in un sistema scolastico già sufficientemente complesso e articolato a causa del Covid.”